«MOBILIZE - Grant-Lee Phillips» la recensione di Rockol

Grant-Lee Phillips - MOBILIZE - la recensione

Recensione del 17 apr 2002 a cura di Diego Ancordi

La recensione

Dopo lo scioglimento dei Grant Lee Buffalo, per Grant Lee Phillips è cominciata una nuova vita: ha riordinato le idee e si è concentrato sulla sua individualità. La stessa individualità che aveva portato ad un’inevitabile separazione dagli altri componenti del suo ex-gruppo. Dopo un album acustico venduto via Internet, Phillips ha pubblicato questo splendido lavoro totalmente solista che giunge alle nostre orecchie parecchi mesi dopo la sua uscita negli USA.
Il nuovo Grant Lee Phillips va alla scoperta di territori inesplorati facendo tesoro di quanto fatto fin’ora, mantenendo le radici rock americane ma guardando in altre direzioni. Dei Grant Lee Buffalo sono rimaste le ballate, ora ulteriormente ammorbidite e avvolte da loop e suoni elettronici manipolati da Carmen Rizzo (tutti gli strumenti veri e propri, elettrici ed acustici, sono invece suonati da Grant Lee). L’autore cerca con “Mobilize” di arrivare al cuore, il proprio e quello della melodia. La rabbia degli anni ’90 si esprime ora in modo soffuso, attraverso sonorità a tratti un po’ eteree, come ad indicare un perenne stato di sospensione di fronte ai mali e ai misteri della vita. “Mobilize” è un continuo autoesame alla ricerca di una verità che non è così facile trovare, una serie di domande senza risposta. Nell’iniziale “See America” ci si muove attraverso la metropoli americana vista dai finestrini di un Taxi. La ricerca di una direzione si ritrova poi anche in “Humankind” e nella title-track, fino al bivio tra la deriva e il nuoto disperato alla ricerca della salvezza (“Sadness shoot”). C’è disperazione, in questo disco, sospesa fra il piano, gli archi, i ritmi elettronici, le chitarre acustiche ed elettriche, stemperata dall’ironia di “We all get a taste” ed incarnata da personaggi come la coppia tormentata di “Beautiful dreamers”, l’investigatore che cerca indizi e prede fra i sospiri degli amanti segreti di “Love’s a mystery”. Disperazione ma anche reazione e desiderio di novità. E “Mobilize” è sicuramente una buona nuova, un album intenso e profondo da un personaggio che, dopo essersi rivelato importante nel panorama musicale americano dello scorso decennio, è già riconfermato nella lista degli artisti degni di considerazione.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.