«FACES DOWN - Sondre Lerche» la recensione di Rockol

Sondre Lerche - FACES DOWN - la recensione

Recensione del 20 apr 2002 a cura di Diego Ancordi

La recensione

Dopo un paio di EP che hanno riscosso in patria un notevole successo commerciale, il cantautore norvegese Sondre Lerche alla tenera età di diciannove anni pubblica il suo album d’esordio per la Virgin.
“Faces down” è un primo album che non può non stupire. E’ infatti incredibile ascoltare un musicista così giovane che si rifà in modo così deciso al passato, ad un certo tipo di pop sofisticato, praticamente ignorando tutto quanto può essere del più vago interesse per i suoi coetanei. Sondre paga un evidente tributo ai più grandi caratteristi della melodia pop, dai Beatles (ascoltate “Suffused with love”) agli Steely Dan, da Burt Bacharach a Jeff Buckley, alle colonne sonore cinematografiche degli anni ’60 e ’70, a Elvis Costello, al primo David Bowie, a Lou Reed (“Sleep on needles”); persino alla memoria delle grandi orchestre swing e dei crooner (come dimostrano soprattutto i due brani introduttivi “Dead passengers” e “You know so well”) e alla musica d’autore brasiliana (“On and off again”). Influenze che si rivelano piano piano, a braccetto con una vena melodica molto morbida e particolarmente ricercata grazie anche alla produzione dei due High Llamas Sean O’Hagan e Marcus Haldoway. Il disco scorre attraverso 11 ballate pop sofisticate e colte, cantate con voce sicura da Lerche, in tre episodi coadiuvato da una seconda voce (Leslie Ahern in “Sleep on needles”, Lillian Samdal in “Suffused with love” e Ingrid Mjanger in “Al look ran out”).
Ci sono le chitarre, gli archi, il pianoforte, in “All look ran out” anche la pedal steel guitar, al servizio dell’apparentemente scanzonato pop. Lerche canta con sicurezza e disinvoltamente sfida le classifiche con l’innocenza di un ragazzino e la dimestichezza di un veterano. Ma tu guarda un po’ questo giovanotto!

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