«DON'T WORRY ABOUT ME - Joey Ramone» la recensione di Rockol

Joey Ramone - DON'T WORRY ABOUT ME - la recensione

Recensione del 05 mar 2002

La recensione

Un colpo basso per gli ascoltatori più sentimentali. Non si può definire in altro modo il brano iniziale di questo album: ascoltare la voce di Joey Ramone che canta il quadretto sentimentale di “What a wonderful world” (reso celebre dal vocione di Louis Armstrong e qui rivestito a nuovo con il classico trattamento-Ramones), pensare che lui non c’è più e leggere un titolo come “Non preoccupatevi di me” è roba da spezzare qualsiasi cuore punk. A rincarare la dose in senso nostalgico, c’è pure un riff iniziale sembra quello di “Pretty vacant” dei Sex Pistols. Sparato subito il pezzo da novanta, fortunatamente il disco non delude, nonostante ci fossero tutte le premesse per un disastro. Un album postumo, per giunta non finito, mette infatti subito di fronte alla sgradevole sensazione di non capire dove finisce l’omaggio e dove comincia la speculazione sul caro estinto, anche se Joey Ramone è - anche da defunto - un’icona punk ma non un divo da vendite discografiche a sei zeri. A parte questo, va detto che il lavoro non è il pasticcio rappezzato che si poteva temere. C’è qualcosa che ha un’apparenza di provvisorio (la semiacustica “Searching for something” soprattutto) ma in buona parte tira un’aria simile a quella degli ultimi album in studio dei Ramones e alla fine il disco offre un onesto ritratto dello stile del cantante. Non è certo un appuntamento irrinunciabile, ma i fans dei finti fratellini troveranno comunque di che divertirsi. La voce del protagonista è inconfondibile e i pezzi sono quello che ci si può aspettare da Joey, che nella sua vecchia band era notoriamente quello che faceva pendere la bilancia verso le melodie pop. Non sorprendono dunque canzoni come “Mr. Punchy”, con i suoi “la la la”, o “Maria Bartiromo”, dichiarazione d’amore per una giornalista della CNN. A chiarire l’altro ingrediente fondamentale della sua musica c’è l’omaggio agli Stooges di “1969”: una conferma della passione per la band di Iggy Pop, più volte ribadita dallo scomparso Joey. Un ascolto piacevole, nonostante la tristezza.

(Paolo Giovanazzi)
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