«AALIYAH - Aaliyah» la recensione di Rockol

Aaliyah - AALIYAH - la recensione

Recensione del 28 ago 2001

La recensione

Bella, sexy, dotata di una voce vellutata, destinata a raccogliere importanti consensi anche nella carriera parallela d’attrice, Aaliyah D. Haughton ha pubblicato all’inizio dell’estate 2001 il suo atteso terzo album. Il destino però ha nel frattempo deciso di arrestare prematuramente la sua vita, nella notte tra il 25 e il 26 agosto (vedi news). Quanti l’hanno seguita da quel suo esordio del ’94 con l’album “Age ain’t nothing but a number” pronosticavano per lei un radioso avvenire e non si aspettavano di dover inserire il suo nome, così presto, nell’album dei ricordi.
“Aaliyah” è un album in cui ogni singola traccia e parola sottolinea ora una, diversa, particolare valenza evocativa, a partire dal semplice titolo eponimo, che adesso sa quasi di testamento. In ogni caso, “Aaliyah” è un disco maturo, un significativo passo avanti nel percorso stilistico della cantante, partita nella primavera del ’94, a soli 15 anni, alla conquista del mondo con il singolo “Back & forth”. “Aaliyah” era l’album destinato ad allargare al massimo l’audience della cantante, per motivi strettamente musicali: quel mix di melodie soul e ritmiche di derivazione hip hop, è l’ideale per porre in evidenza la delicata voce di Aaliyah. L’aspetto più evidente del disco è però la massiccia presenza di atmosfere pop, spesso rappresentate da ballate di facile presa, in grado di attirare l’attenzione anche di quanti, fino ad oggi, non hanno seriamente preso in considerazione la sua musica. Quello di “Aaliyah” è un sound meno monocromatico rispetto al passato, volutamente indicativo del passaggio della cantante da adolescente a giovane donna, da prodigio della musica a piccola diva di Hollywood.
Quest’album rappresenta, suo malgrado, il più alto picco del livello creativo raggiunto dalla cantante e della sua raffinata semplicità. La gioia di aver finalmente colmato il vuoto durato ben cinque anni tra il secondo e il terzo album, è offuscata dalla tragicità della morte di Aaliyah e ciò porta a pensare che il valore, già buono, di questo disco, assumerà a breve livelli tali da creare un mito. E’ già successo, basti pensare a 2Pac e Notorious B.I.G., per restare in ambito “black” e succederà un’altra volta: le leggi del marketing non prevedono l’elaborazione del lutto, solo lo sfruttamento di ogni occasione, anche della più tragica..

(Alessandra Zacchino))
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.