«THE FOURTH DISCONTINUITY - Sisthema» la recensione di Rockol

Sisthema - THE FOURTH DISCONTINUITY - la recensione

Recensione del 25 apr 2001

La recensione

I deliri post futuristici e le paure legate allo sviluppo della tecnologia hanno generato anche in campo musicale, oltre che in quello cinematografico e letterario, una nutrita schiera di proseliti. Ai classici suoni metal, molti gruppi come Fear Factory o Strapping Young Lad (per fare un esempio eclatante), si sono costruiti una solida architettura cyber, arrivando a fondare un vero e proprio genere musicale. Gli italiani Sisthema rientrano a pieno merito in questa categoria, tant’è che il loro suono paga un forte debito verso quel tipo di metal. A differenza dei Fear Factory però, il gruppo di Forlì preferisce accantonare la melodia per dedicarsi a situazioni più aspre e cupe, facendo in altre parole risaltare l'aggressività con una tipica chitarra-grattuggia ruvida e importante per l'intera struttura dei brani (sembra quasi di sentire Rob Flynn dei Machine Head in preda ad un elettroshock). Notevole anche la sezione ritmica, eretta dalle figure di Filippo Goni (batteria) e Davide Solano (basso), fondamentale per sorreggere l'assetto del disco. La voce principale di Massimo Pirazzoli si allaccia brutalmente con i cori del chitarrista Lucio Minghetti, allontanandosi in un parte dei brani anche dalla solita e semplice equazione cantato=urlato. Dell'invettiva degli Strapping Young Lad il gruppo ha ereditato la schizofrenia e la variazione ritmica, riuscendo a rendere destabilizzante (e omogenea) l'intera scaletta. I synth del produttore Paso accorrono talvolta in aiuto, ma fa capolino – a fatica – anche un sax proprio nell'unico pezzo d'atmosfera dell'intera raccolta ("The x-stasy and the eclipse of the flesh"). Forse da obbiettare su questo disco ci sarebbe l'eccessiva prepotenza e similitudine tra i brani, caratteristica che alla lunga potrebbe annoiare se non ci fosse uno stacco-pausa come la canzone appena sopra citato. La produzione non è stratosferica, ma per un primo lavoro su di un etichetta importante come la Noise, è più che discreto e degno di un ascolto.

(Angelo Ferrari)

TRACKLIST

01. Distorthica
02. Cy-tech eye
03. When everything turn to none
04. Voodoo machine 1
05. Hydro
06. The x-stasy and the eclipse of the flesh
07. Reflector
08. Human leech
09. The sequel
10. Chrome
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