«SCORPION - Eve» la recensione di Rockol

Eve - SCORPION - la recensione

Recensione del 08 apr 2001

La recensione

La “first lady” della Ruff Ryders di DMX è giunta finalmente alla pubblicazione del suo secondo album: “Scorpion”. Dai tempi del successo del suo esordio (“First lady of Ruff Ryders”, 1999), le date di uscita di “Scorpion” sono state numerose, ma solo il 6 marzo 2001, il disco è arrivato nei negozi. Forse una strategia di marketing per aumentare la curiosità o forse la volontà per la rapper di apportare qualche modifica all’ultimo momento, certo è che l’universo femminile del rap del nuovo millennio, offre una lista piuttosto scarna di personaggi davvero attivi e, soprattutto, apprezzati per quello che dicono, non per quello che indossano. C’è la rediviva DaBrat, l’incompresa Rah Digga e ci sono le capricciose Lil’ Kim e Foxy Brown, ma solo Eve sembra avere le caratteristiche giuste per imporsi, di nuovo. Sarà perchè è il fiore all’occhiello della scuderia di DMX, sarà perchè a credere in lei per primo è stato addirittura Dr.Dre, o forse anche perchè ha dimostrato di “avere le palle”. Eve è aggressiva, diretta, senza fronzoli nelle sue rime e nella sua immagine. “Scorpion” non passa inosservato, non solo per la reputazione della rapper di “pitbull in gonnella”, ma anche per la lunga lista di ospiti nell’album, che incuriosisce subito e invoglia all’ascolto. Come potrà mai essere il duetto tra DaBrat e Eve? Che ci fa Teena Marie in questo disco? E Gwen Stefani dei No Doubt? Che Eve abbia deciso di fare a modo suo la cover dell’hit delle Destiny’s Child, “No, no, no”? In quest’ultimo caso, in realtà, nonostante il titolo sia lo stesso, la canzone che Eve ha preso ad esempio è di Dawn Penn “You don’t love me (no, no, no)”, usata come scusa per dare una svolta reggae e quindi degnamente ospitare Damian e Stephen Marley come guest della canzone. Qui lo spazio di Eve è davvero ridotto all’osso e, tutto sommato, l’esperimento non è affatto male. Notevole è il contributo della leggendaria Teena Marie, la quale, nonostante con una certa nostalgia ci riporta ai bei tempi della Motown e di Rick James, è pronta a rammentare che è ancora viva e canta esattamente come una volta. “Life is so hard”, sia per Teena Marie, sia per l’intenzione di Eve di lanciare un messaggio positivo a quanti si sentono sopraffatti dalla vita, è probabilmente il pezzo migliore dell’album.
Come detto, c’è anche Gwen Stefani e si farebbe fatica a riconoscerla se non fosse per il fatto che il suo nome è chiaramente indicato nel booklet e per la sua presenza nel video di “Let me blow ya mind” (prodotta da Dr.Dre).
“Gangsta bitches” rappresenta invece il momento in cui tutta la personalità di Eve appare d’improvviso evidentissima (e chiarisce quanto il suo impatto sulla scena Hip-Hop femminile non abbia al momento rivali) perchè messa a confronto con la “veterana” (tra le rap-girls dell’ultima generazione) DaBrat, dove quest’ultima ne esce perdente, con rime trite e ritrite e appartenenti ai tempi di “hotel/motel”. Tuttavia, Eve sembra molto più a suo agio quando è con i suoi “Ruff Ryders”: Drag-On in “Thug in the street”, DMX in “Scream double R” e The Lox in “That’s what it is”.
“Scorpion” è velenoso quanto basta, furbo quel tanto che serve per garantirsi una buona media di singoli efficaci per impennare le vendite, credibile e in grado di ribadire che Eve, più che essere la “pupa del gangsta-rap” è la “first lady”.

(Alessandra Zacchino)
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