«GOD SAYS NO - Monster Magnet» la recensione di Rockol

Monster Magnet - GOD SAYS NO - la recensione

Recensione del 08 feb 2001

La recensione

Se il buongiorno si vede dal mattino, il nuovo album dei Monster Magnet non promette granché: il disegno di copertina è piuttosto difficile da digerire e la posa della band sul retro è un'ostentazione di bullismo hard rock talmente esagerata da far sospettare che si tratti di una parodia. Ma niente paura: dalle parti dei Monster Magnet vige un culto assolutamente rispettoso dei rituali rockettari, e l'irriverenza in questo campo è del tutto bandita. Non sarebbe male però se l'aderenza a certi canoni producesse musica un po' più interessante. E' vero che è sempre più difficile trovare variazioni convincenti sul tema, ma anche giocare su canovacci arcinoti richiede un minimo di inventiva per riuscire a farla franca. "God says no" invece è un album piuttosto risaputo e pesante da ascoltare, costruito in gran parte sui riff hard che hanno fin qui portato fortuna alla band, con qualche digressione più vicina al garage-rock ("Kiss of the scorpion" fa pensare a una versione un po' spompata dei Fuzztones).

Il problema è che l'album non risulta mai particolarmente convincente, nonostante l'evidente competenza e la compattezza dei suoni. Così, passano senza colpo ferire anche i moduli blues stravolti in "Gravity well" e la curiosa divagazione di "Take it", breve episodio in chiave elettronica povera che finisce però col risultare un corpo estraneo, un inutile baffo di nutella su un piatto di patate fritte untissime. Tanto più che poi arriva "Silver future" a riportare tutto in territori hard.
Certo, i molti Beavis & Butthead che vivono negli Stati Uniti (ma anche qui) potranno tranquillamente usare il CD per accompagnare le loro performance di "air-guitar", ma chi non appartiene alla categoria sappia che si trova in giro roba migliore fra i molti gruppi che recuperano l'hard rock. Se poi mi dovesse capitare di incontrare il leader Dave Wyndorf a quattr'occhi, sarei prontissimo a ritrattare completamente: non è bello urtare la sensibilità di una rockstar, soprattutto se è un tizio nerboruto, per giunta armato di frusta.


(Paolo Giovanazzi)

Tracklist

01. Melt
02. Heads explode
03. Doomsday
04. God says no
05. Kiss of the scorpion
06. All shook out
07. Gravity well
08. My little friend
09. Queen of you
10. Down in the jungle
11. Cry
12. Take it
13. Silver future
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