«MISS ITALIA - Ditonellapiaga» la recensione di Rockol

I migliori album del 2026, finora: Ditonellapiaga

Le scelte della redazione: "Miss Italia"

Recensione del 18 lug 2026 a cura di Elena Palmieri

La recensione

A oggi il nuovo album di Ditonellapiaga continua a intitolarsi "Miss Italia", anche se resta ancora da chiarire quale sarà la decisione definitiva del giudice dopo il ricorso presentato dal celebre concorso di bellezza che ha contestato l’uso della denominazione da parte della cantautrice romana. Per Margherita Carducci, classe 1997, Miss Italia non è solo il titolo della reginetta, è innanzitutto un’immagine, quella “della vincente, della donna perfetta, di chi non sbaglia mai e incarna un’idea assoluta di successo”, come raccontato nell'intervista a Rockol. Ma è anche una figura che nel disco viene progressivamente umanizzata, attraversata e riportata a una dimensione più fragile, concreta e profonda.

In modo non troppo distante da quanto fatto da Greta Gerwig con il film "Barbie", Ditonellapiaga prende un simbolo di perfezione e lo espone a insicurezze, trasformandolo in uno spazio narrativo in cui si riflettono le tensioni tra aspettative e identità, tra immagine pubblica e percezione di sé. Il titolo "Miss Italia", insieme all’intero progetto, finisce così per restituire in modo efficace il contesto in cui è nato il disco e il punto raggiunto oggi nel percorso dell’artista, che dopo "Camouflage" e "Flash" trova qui un equilibrio più consapevole, un suono più definito capace di tenere insieme anima pop e ricerca personale senza disperdersi.

L’apertura con "Sì lo so" funziona come una dichiarazione di intenti, diretta e autoironica nella sua scarica elettrica di pop, quasi disarmante nel modo in cui espone subito la fragilità che attraversa tutto il disco. "Sì lo so, sono una bugiarda / Una bastarda, ma non ti riguarda", dichiara Ditonellapiaga aprendo il disco, muovendosi tra provocazione e leggerezza, mentre synth e ritmo sostengono un’identità che qui appare finalmente consolidata, anche dopo quel periodo di crisi che ha preceduto il ritorno a Sanremo.

Il racconto di "Miss Italia" si allarga e allo stesso tempo si incrina, trovando nel cortocircuito del gossip contemporaneo di "Tropicana Hotline" una prima deviazione, in cui il confine tra pubblico e privato si fa sempre più sottile, e nella dimensione sospesa di "Hollywood" un momento di rallentamento, costruito su pianoforte e archi, attraversato da una disillusione che si riflette nella voce e nella scrittura. Tra questi due poli si inserisce l’instabilità emotiva di "Bibidi bobidi bu", uno dei brani più rappresentativi del disco, in cui Margherita prova a mettere a fuoco il periodo in cui ha dovuto ridefinire la propria direzione, evitando di restare intrappolata tra pop mainstream e tentazioni più underground. "Vorrei fare pop, evitare il flop / Eppure mi vedo sempre lì di contorno", canta nella seconda strofa, restituendo una consapevolezza che diventa uno dei punti di forza dell’intero lavoro.

Dopo "Che fastidio!", il tormentone sanremese ancora tra i brani più trasmessi dalle radio italiane e perfetta sintesi dell’ironia e della provocazione che attraversano il progetto, il disco si apre a momenti più introspettivi come "Prima o poi" e "Io", in cui il racconto si fa più personale, tra accettazione del cambiamento e tentativi di ricomposizione dopo la caduta. Accanto a questi, trovano spazio anche l’autenticità di "Le brave ragazze" e l’irriverenza autoanalitica della title track "Miss Italia", che mette in scena un continuo contrasto tra corpo e pensiero, tra movimento e insicurezza, tra desiderio di aderire a un’immagine e bisogno di scardinarla.

La chiusura con "La verità" riporta tutto su una cassa dritta e su un’atmosfera club solo apparentemente leggera, in cui la malinconia resta sempre in filigrana fino a emergere in modo inevitabile, quasi fisico, come se il ballo fosse l’ultimo spazio possibile in cui lasciare affiorare ciò che non si riesce a trattenere. "Don't stop crying babe (e non c'è modo di evitarla) / Always feeling incompresi", incalza il ritornello, tra un mantra e un coro da ripetere a una festa. E nonostante la consapevolezza che "Due gemelle diverse le verità / Una che conosco ed una in cui sprofondo", la dichiarazione finale è maturità: "E io non la nascondo più la verità".

Il pop di Ditonellapiaga fa ballare, ma non rinuncia mai a dire qualcosa, muovendosi in equilibrio tra immediatezza e profondità, tra leggerezza e consapevolezza, e confermando che anche dentro una forma accessibile e ritmica può esistere uno spazio autentico di riflessione.

Tracklist

01. Sì lo so (03:17)
02. Tropicana hotline (03:36)
03. Bibidi bobidi bu (03:09)
04. Hollywood (03:23)
05. Che fastidio! (03:14)
06. Prima o poi (03:20)
07. Io (03:24)
08. Le brave ragazze (03:13)
09. Miss Italia (03:06)
10. La verità (03:41)
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