«CASTLE PARK - Graham Coxon» la recensione di Rockol

Graham Coxon, saluti da "Castle Park"

Pop e cartoline dal passato per il chitarrista dei Blur, in un album rimasto a lungo nel cassetto

Recensione del 02 lug 2026 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Non c’è nulla di perduto e ritrovato, almeno non nel senso romantico che spesso si accompagna a molte uscite tardive. Più che riportare alla luce un tesoro del passato, Graham Coxon ha infatti riaperto quel cassetto in cui aveva confinato il suo nono album solista, “Castle Park”, dopo averlo accantonato in favore di altri progetti che nel frattempo avevano preso il sopravvento. La pubblicazione, oggi, quindici anni dopo la registrazione, permette così di cogliere in pieno la giusta prospettiva di dieci brani un po' rétro e nostalgicamente affascinanti.

Del resto, l’occhialuto chitarrista dei Blur ha sempre costruito il proprio percorso seguendo traiettorie tutt’altro che prevedibili. Se con la propria band ha contribuito a dilatare all’inverosimile i confini del pop, con la carriera solista ha spesso seguito percorsi laterali, alternando dischi abrasivi, divagazioni folk, colonne sonore e collaborazioni spesso lontane dalle aspettative. Così anche “Castle Park”, in fondo, arriva da una di queste singolari sliding doors.

Cartoline dal passato

Inciso nel 2011 insieme al produttore Ben Hillier - lo stesso che, quasi paradossalmente, aveva guidato le sedute di “Think Tank”, l’unico album dei Blur a cui Coxon non ha preso parte - durante le medesime sessioni che hanno dato forma a “A+E”, l’album si presentava fin da subito come complementare a quel lavoro. Se infatti il musicista di Colchester rispondeva a una certa urgenza espressiva con un suono nervoso, qui riprende un altro lato della sua personalità, quello innamorato della cultura mod e, soprattutto, della grande tradizione pop-rock d’oltremanica.

Intitolato come un luogo caro dell’adolescenza, l’album è intriso di calore e di intimità, attraverso canzoni dedicate a ricordi, amori, perdite e incomprensioni in grado di rendere il vissuto una narrazione malinconica e quasi cinematografica. In apertura, il richiamo ai Kinks in “Billy says”, eseguita spesso dal vivo già in passato, racconta con tono brillante la storia di un personaggio particolarmente incline alle bugie sentimentali. La stessa patina agrodolce si ritrova quindi lungo l’intera scaletta, dal ritornello sulla scia di Syd Barrett in “Alright”, alla luminosa ballata “Easy”, fino al registro più diretto di “There’s a little house” o nella resa di “When you find you out”. Radici Sixties e una spiccata sensibilità melodica danno così equilibrio a un lavoro che si muove con disinvoltura tra immediatezza rock e un delicato stato di sospensione.

Ancora, “Isn’t it funny” anticipa quell’aspetto fantastico di molta dell'attività successiva, mentre “Dripping soul” rievoca suggestioni da spaghetti western. Infine, se “Mélodie pour Christine” è un raffinato intermezzo di archi, “All the rage” chiude con un’atmosfera sognante in cui Graham intona con buona noncuranza: “Una vita così dimenticabile, ma in fondo non importa davvero”. Senza cedere alla semplice autocommiserazione, Coxon dipinge in “Castle Park” un ritratto sincero della fine dell’adolescenza così come della giovane età adulta, fatto di romanticismo, sogni e immancabili frustrazioni e solitudini. A rendere speciale queste vecchie immagini dalla grana un po’ ingiallita è l’ironia con cui si riannoda il filo della memoria, trasformando le proprie esperienze in un racconto di formazione sorprendentemente vivido.

Le ragioni del silenzio

A determinarne il lungo silenzio, all’epoca, sono state soprattutto le congiunture avverse. “A+E”, infatti, non era andato oltre il trentanovesimo posto, fermandosi una sola settimana nella classifica britannica. Un risultato che aveva convinto il cantante e chitarrista a posticipare l’uscita, destinata a procrastinarsi ulteriormente per la ripresa delle attività in casa Blur. Da quel momento, di fatto, del disco si sono perse le tracce mentre il baricentro creativo di Coxon prendeva strade sempre nuove, passando dalle colonne sonore alla formazione dei The Waeve con la compagna Rose Elinor Dougall, fino alle successive reunion più o meno stabili con Albarn, James e Rowntree.

Ascoltato oggi, “Castle Park” assume però un senso probabilmente molto differente da quello che avrebbe avuto oltre un decennio fa. Il suo spirito rilassato e sensibile riaffiora come una capsula temporale del tutto distante dalle sperimentazioni che hanno definito parte della produzione più recente di Coxon, con sintetizzatori, sax e stratificazioni funk. Eppure, proprio recuperando quella stagione rimasta così a lungo cristallizzata, l’album nella sua apparente semplicità rimanda tanto a una fase creativa ricca di fermento, quanto a possibili direzioni rimaste non del tutto compiute. E forse proprio per questo ciò che a volte può sembrare marginale finisce per rivelarsi essenziale.

Tracklist

01. Billy Says (03:41)
02. Alright (03:32)
03. When You Find Out (02:13)
04. Isn't It Funny (04:27)
05. There's a Little House (04:07)
06. Easy (03:43)
07. Dripping Soul (04:21)
08. Forget Today (04:58)
09. Mélodie Pour Christine (03:25)
10. All The Rage (02:11)
Schede:
Tags:

Prossimi articoli

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.