«NEW BEGINNING - Stephen Gately» la recensione di Rockol

Stephen Gately - NEW BEGINNING - la recensione

Recensione del 16 set 2000

La recensione

Ma perché?
Perché intitolare un disco “Nuovo inizio”, quando non c’è nulla che inizi daccapo? No, decisamente Gately non è il Robbie Williams dei Boyzone, non ne ha la personalità né il talento. Questo album non dà inizio a nulla (nulla di buono, perlomeno). Siamo semplicemente di fronte a un tentativo di sondare il mercato riposizionando un prodotto 24enne, irlandese, castano, omosessuale. E’ un esperimento, una ricerca di marketing per vedere se c’è un nuovo target che si può spremere come un agrume. Dà persino fastidio, un titolo del genere, accompagnato da un brano che spiega: “Ho aspettato sette anni, ho resistito sette anni, continuando a credere che questo giorno sarebbe arrivato”. Il giorno in cui avrebbe pubblicato ‘sta roba? Forse doveva resistere settecento anni: avrebbe risparmiato alla musica pop attuale, che già è in stato deprecabile, questa ennesima raccolta di caramelle sonore gradite soprattutto (oh, ironia) alle ragazzine inglesi, attuali lettrici di “Smash Hits”, future lettrici del “Sun” e del “Daily Star”, provviste della stessa intelligenza di un porridge e una sensibilità musicale insufficiente a distinguere una canzone dal rumore di un autobus a due piani. La cosa che rincresce è che, volendo, qualche idea caruccia qua e là la si trova (“Do without me”, “Where do we go”, o la stessa “New beginning”), ma non c’è un’idea che non venga prudentemente annegata in coretti e sviolinate in perfetto stile Ronan Keating, come a seguire una formula che una generazione di discografici 30-40 enni sta seguendo scrupolosamente per infierire sui propri figli e assicurarsi che crescano rimbambiti. Per dare un po’ di personalità a Stefanello la formula sviolinosa, nel caso di Gately, è arricchita da un po’ di pifferi della serie “oh, lo sapete, io sono irlandese”, e da una sorta di omaggio a “Faith” di George Michael – nume tutelare degli idoli delle ragazzine diventati gay – in “Coming back”.
Stephen Gately qualche soldino lo avrà pure messo via con i Boyzone. Siamo disposti a dargliene altri perché la smetta con questa roba. E’ stato coraggioso ad ammettere pubblicamente la propria omosessualità. Possibile che gli ci voglia più coraggio ad ammettere che lui e il suo borioso socio Ronan Keating hanno fatto miliardi abbassando il già precario livello artistico del pop?

(Paolo Madeddu)
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