«HEN'S TEETH - Iron & Wine» la recensione di Rockol

I denti di gallina di Iron And Wine

Denso e carico di sentimenti, lo sguardo del cantautore tra stupore e quotidianità in "Hen's Teeth"

Recensione del 22 mar 2026 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Ci sono cose che non esistono. Eppure non è escluso che prima o poi possano presentarsi. È così che gli improbabili denti di gallina a cui allude Sam Beam con il suo alter ego Iron And Wine diventano un invito a lasciarsi attraversare dallo stupore. Un’idea che prende idealmente forma nell'ortodonzia inverosimile esposta in “Hen’s Teeth”, l’ottavo album della produzione solista del cantautore, descritto come il gemello eterozigote del precedente “Light Verse”.

L'invito allo stupore

Frutto di quelle stesse sedute di registrazione e della stessa backing band, le dieci tracce in scaletta rivelano il lato più denso e ombroso del musicista del South Carolina, pur mantenendo intatto l’equilibrio e la calma che da sempre ne caratterizzano l’approccio folk. Se però “Light Verse” esplorava soprattutto l’imprevedibilità della vita, il nuovo lavoro si concentra sulle relazioni - fragili o consolidate che siano - e le loro molteplici sfumature raccontate con una delicatezza narrativa che sfugge ai cliché, lasciando libero lo spazio necessario alla riflessione.

Il disco si apre con un invito alla sospensione tramite gli archi e gli arpeggi di “Roses”, in cui il timbro morbido di Sam si combina con un’atmosfera soffusa per creare fin dalle prime battute un sottile equilibrio tra profondità e soffice tensione. “Robin’s egg” e “Wait up” mostrano la collaborazione con I’m With Her alternando sprazzi anni Settanta della rivoluzione di Laurel Canyon a momenti più malinconici e avvolgenti. Ancora, l’effetto “intimità” è reso più solido nelle armonie di “Grace notes” e di “Singing saw” dove la voce dell’autore si intreccia con quella della figlia Arden, per trasmettere un chiaro senso di familiarità e di genuina connessione.

Nei sei minuti di “Dates and dead people” si compone, poi, una piccola suite psichedelica e tropicalista, in grado di oscillare tra ritmi rituali e passaggi contemplativi per uno dei momenti più complessi e ambiziosi dell’intero “Hen’s Teeth”. Allo stesso modo, “Defiance, Ohio” mescola atmosfere tribali e tradizione americana, mentre in “Paper and stone” si tocca un lato più fragile con un racconto di legami irrisolti tratteggiato con essenzialità.

Il pieno di sentimenti

Con una band capace di alternare solidità e introspezione - David Garza alla chitarra, Sebastian Steinberg al basso e Tyler Chester alle tastiere, insieme a tre differenti batteristi in studio - il disco sembra procedere con un'andatura contemplativa, preferendo la melodia all'urgenza. Un’alchimia che permette al cantautore di modulare texture di strumenti acustici e una vulnerabilità di fondo espressa con naturale grazia, come nella conclusiva “Half measures”, insieme dolce e intensa.

“Hen’s Teeth” è in questo modo un album carico di sentimento e di misurati contrasti, tra luce e ombra, influenze jazz e roots levigato, voci intime e arrangiamenti pieni, atteggiamento irrisolto e presenza irsuta. I denti di gallina diventano quindi un oggetto unico, una rarità artistica capace di emergere brano dopo brano. Così, Sam Beam alias Iron And Wine conferma ancora una volta di essere un autore sensibile e coerente, in grado di analizzare e rendere la complessità delle relazioni una sorpresa senza tempo.

Tracklist

01. Roses (04:13)
02. Paper and Stone (03:35)
03. Robin's Egg (feat. I'm With Her) (03:04)
04. Singing Saw (03:17)
05. In Your Ocean (03:22)
06. Defiance, Ohio (03:39)
07. Wait Up (feat. I'm With Her) (03:45)
08. Grace Notes (05:09)
09. Dates and Dead People (06:00)
10. Half Measures (03:16)
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