«MASQUERADE - Thomas Raggi» la recensione di Rockol

Thomas Raggi è più rock dei Maneskin

La recensione dell'album solista del chitarrista della band, "Masquerade", prodotto da Tom Morello.

Recensione del 05 dic 2025 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Se quello dei Maneskin divideva, considerato annacquato e glamour dai più scettici e critici, quello di Thomas Raggi compatta la scena. Nel vero senso della parola. Il soggetto, per chi se lo stesse chiedendo, è il rock. “Masquerade”, l’album che segna il debutto da solista del 24enne chitarrista della band romana, è una piacevole sorpresa. E con tutta probabilità sarà uno dei dischi rock più chiacchierati dell’anno. Non potrebbe essere altrimenti, per un disco che vede alla produzione nientemeno che Tom Morello, il chitarrista della band considerata un’icona del rock alternativo degli ultimi trent’anni, i Rage Against The Machine, e che tra gli ospiti annovera eroi del circuito come - solo per citarne alcuni - Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, Matt Sorum dei Guns N’Roses, Serge Pizzorno dei Kasabian, Beck, Alex Kapranos dei Franz Ferdinand e Nic Cester.

Un giro sulle montagne russe

Con i Maneskin in pausa di riflessione, la bassista Victoria De Angelis con il suo progetto da dj si è data alla techno e il cantante Damiano David ha strizzato l’occhio al pop à la Harry Styles. Raggi, invece, con “Masquerade” resta fedele a quel «rock’n’roll never dies» che i componenti della band urlarono dal palco dell’Eurovision Song Contest nel 2021 dopo l’epocale vittoria con “Zitti e buoni”. Da “Getcha!” (con Nic Cester, Chad Smith e lo stesso Morello) a “Fallaway” (con Maxim dei Prodigy), passando per “Keep the pack” (che vede insieme Matt Sorum e Morello), “Cat got your tongue” (con Serge Pizzorno), la cover di “You spin me round (Like a record)” dei Dead or Alive (rivisitata insieme a Alex Kapranos), l’album è un giro sulle montagne russe. Se in questi anni insieme al suo strumento Thomas Raggi si è conquistato sul campo una credibilità notevole, con “Masquerade” mette il turbo. «Quel ragazzo ama il suo strumento e io amo il fatto che un giovane chitarrista italiano ne ispiri altri nel mondo», aveva detto di lui l’anno scorso Tom Morello.

Il ruolo di Tom Morello

L’intesa tra i due è scoppiata due anni fa, quando il chitarrista dei Rage Against The Machine collaborò con i Maneskin a “Gossip”, uno dei brani contenuti nell’album “Rush!”. Da allora non si sono mai persi di vista. «Il pubblico giovane dei Maneskin è stato già esposto al fascino del rock’n’roll. Questo progetto fa un ulteriore passo in avanti, aiutando Thomas a portare un rock nuovo ed entusiasmante nel 2025», garantisce Morello, che si è speso tantissimo per Raggi, chiamando a raccolta nomi di peso enorme come quelli che compongono l’elenco, inedito per un artista italiano (il progetto è pensato per il mercato anglo-americano, più che per quello italiano), degli ospiti di “Masquerade”. «Ha lo spirito del rock and roll. E ha fatto un disco eccezionale», dice Chad Smith. E Serge Pizzorno: «È un re». E pazienza se tra omaggi al rap metal dei Rage Against the Machine di "Getcha!" e "Cat got your tongue" (l'impronta sonora di Morello si sente tantissimo), all'hard rock in salsa lisergica di "Lucy" e al funk rock di "The ritz" e "Fallaway" le sonorità suonino comunque derivative. Pazienza pure se lo stile chitarristico sia quello, sghembo e storto, di Jack Frusciante, da sempre il mito di Raggi (che però tra i suoi riferimenti cita anche Jimmy Page e Slash), riproposto in chiave non originalissima. Quello di “Masquerade” è rock’n’roll puro, che non scende a patti.

"Ignorare le regole"

«Questo disco nasce da una mia esigenza artistica e dalla voglia di raccontare me stesso e la mia visione della musica. Dietro c’è tanto lavoro e dedizione ma realizzarlo è stato allo stesso tempo naturale. Riunire intorno al mio disco così tante icone della musica, ed avere anche il piacere di conoscerne altrettante, mi ha ricordato che la musica non ha confini, che bisogna seguire il proprio istinto e la propria ispirazione, ignorare le regole imposte e semplicemente fare ciò che si sente. La storia dei Maneskin me lo insegna, ma ora ne ho la conferma definitiva. Mi sento come se coloro che hanno fatto la storia della musica mi stessero poggiando una mano sulla spalla, dicendomi “Sei sulla strada giusta”», dice lui, che per la prima volta, nei brani del disco, si cimenta anche con il canto. L’assolo di “Keep the pack” vale da solo il prezzo dell’intera corsa. 

Tracklist

01. Getcha
02. Keep the pack
03. Lucy
04. Cat got your tongue
05. For nothing
06. You spin me round (Like a record)
07. The ritz
08. Fallaway

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