«EXPLORATION - Calibro 35» la recensione di Rockol

Exploration: il perfetto futurismo vintage dei Calibro 35

La band milanese torna a reinterpretare dei "classiconi" con nuova energia contemporanea e maturità.

Recensione del 07 giu 2025 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Siamo nati 18 anni fa con la testa in avanti e due occhi indietro; sempre verso il futuro e verso il passato - abbiamo fatto sempre un po' di fatica con il presente. Però in questo lungo elastico abbiamo trovato la nostra identità e il nostro suono” racconta il responsabile dei fiati e degli organi Enrico Gabrielli, uno dei membri storici dei Calibro 35, in un epk realizzato dentro gli studi cristallizzati nel tempo di Piero Umiliani. E non ci può essere una migliore definizione, soprattutto dopo aver ascoltato “Exploration” il nono album della formazione milanese che, diciamolo subito, rappresenta forse la loro miglior produzione. 

Ritorno alle origini (con maturità)

Dopo vari esperimenti ed esplorazioni (la ripresa delle colonne sonore poliziottesche , le suggestioni sci-fi , la psichedelia, i suoni contemporanei e la rilettura del Maestro Morricone) i Calibro 35 tornano a fare quello che è a loro più congeniale, ovvero prendere materiale altrui e farlo proprio, forti della loro maturità esecutiva e di arrangiamento sviluppata dopo anni di dischi e di live. 
In questo disco in particolare i Calibro si cimentano con grandi classici del genere, composizioni archetipiche di Piero Umiliani, Herbie Hancock, Bob James, Roy Ayer per citarne solo alcuni. 
Prendiamone un paio davvero di culto. “Nautilus”, il pezzo di Bob James diventato uno dei pilastri del sampling nel rap, e che i Calibro riabilitano sul lato jazzistico con la consapevolzza della sua odierna natura hip-hop, oppure “Coffy is the Color” di Roy Ayers contenuta nel film “Coffy” del 1973 con la protagonista di “Jackie Brown”, che è pura blaxpoitation riletta dai Daft Punk
La grandezza dei Calibro 35 è appunto quella di rispettare queste grandi composizioni aggiungendo sempre un kick che li rende contemporanei.  

Non solo cinema

Da un punto di vista dell'immaginario, i Calibro 35 con “Exploration” vanno oltre all'universo cinematografico degli anni 60 e anni 70 e si avventuarano anche in quello televisivo degli anni 80. A questo infatti è legato il  funk brasiliano “Jazz Carnival” originriamente degli Azymuth, che divenne sigla dello storico programma televisivo RAI, Mixer di Giovanni Minoli, oppure l'afrofuturistica “Discomania” di Piero Umiliani (ma registrato sotto pseudonimo nel 1978), sigla di coda del mitico programma sportivo Rai 90° Minuuto qui riletta in chiave più afrobeat e con un groove contagioso. Per non parlare di “Lunedì Cinema” il pezzo in stile bossa che apriva la serata ai grandi film del primo canale Radi composto e cantato da Lucio Dalla con il suo scat qui ben interpretato da Marco Castello. 

Le composizioni originali e le altre

Nel frattempo la band di Colliva, Gabrielli, Martellotta e Rondanini è capace di scrivere ottimi temi originali e i tre contenuti in questo disco ne sono una fulgida testimonianza: dal potente funk-rock molto cinematografico di “Reptile Strut” con una potente linea di basso allla più dark “Pied de poule” alla bellissima “The Twag” che ricorda da vicino il progetto Incredible Bongo Band tra psichedelia ed echi tarantiniani. 
Ma ci sono anche dei capolavori nascosti come ad esempio “Gassman Blues” uno dei lavori più ambiziosi di Piero Umiliani registrato nel '58 per la colonna sonora de “I soliti ignoti” con Chet Baker alla tromba e che qui la band milanese ripropone in modo sublime, oppure il grande classico in 5/4 di Lalo Schifrin “Mission Impossible” la cui esecuzione la band rinviava album dopo album. 
Insomma, l'ascolto di questo disco è un vero piacere e per chi ha voglia di giocare con i grandi classici della composizione del tardo novecento risuonati da musicisti appassionati come pochi e che sarà un piacere sentire dal vivo quest'estate in poche date di prestigio come, tra gli altri, a La Prima Estate insieme a Air e St. Vincent (21 giugno) o al Locus Festival con gli Afterhours (8 agosto).

Tracklist

01. Reptile Strut (03:32)
02. Discomania (03:09)
03. Nautilus (04:23)
04. Jazz Carnival (03:46)
05. Gassman Blues (04:08)
06. Pied De Poule (04:09)
07. Chameleon (06:09)
08. Mission Impossible (02:23)
09. The Twang (04:13)
10. Coffy Is The Color (03:55)
11. Lunedì Cinema (01:56)
Schede:
Tags:

Prossimi articoli

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.