«STUPID - Doctor Doom» la recensione di Rockol

Doctor Doom - STUPID - la recensione

Recensione del 08 set 2000

La recensione

Gli italiani Doctor Doom (nome che richiama un noto “cattivo” della Marvel Comics), si ripresentano dopo circa tre anni dal disco d’esordio “D. d. funk”. La formazione italiana con il nuovo disco intitolato “Stupid” prosegue l’intento di fondere diversi stili musicali aggiungendo questa volta ,oltre alle consuete digressioni crossover, anche un pizzico di nu-metal. “Alter ego”, la traccia che apre il cd, è una chiara prova di questa affermazione: Korn e Coal Chamber hanno qui ammaliato il sound dei Doctor Doom, riuscendo ad ispirare ed influenzarne palesemente le composizioni. La voce del cantante Emanuele Gorini ed i cori della tastierista Simona Cazzari si intrecciano per tutta la produzione, ma in alcuni pezzi, come ad esempio il secondo brano “Fairy queen”, si dovrebbe (e potrebbe) osare di più, evidenziando e potenziando una maggior cattiveria vocale che renderebbe certamente più incisivo il pezzo. La canzone che dà il titolo all’album (già presente sulla compilation “Soniche avventure V”) è imperniata da un accattivante giro di chitarra e tastiere, che ne accentuano lo spirito oscuro. Il funk riemerge prepotente in “Silence”, mentre “Floating” marca maggiormente nei cori la voce della tastierista Simona. Un attimo d’apparente quiete si assapora in “A nightmare?”, mentre ci si ributta nella solarità del funky rock con la successiva “Latin lover blues”. “Fer’s playground” riporta alla mente qualcosa dei Faith No More, mentre “2000” e “Pearl” potrebbero benissimo appartenere ad un gruppo di Seattle degli anni ‘90 (ma più incattiviti e oscuri del solito). Chiude il disco una gustosa rivisitazione rockeggiante di “A forest”, classico pezzo dei Cure primo periodo.
(Andrea Paoli)
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