«LAY LOW - Eddie Chacon» la recensione di Rockol

Lay Low, il soul scarno e minimale di Eddie Chacon

Terzo album della nuova vita artistica di Chacon prodotto da Nick Hakim. Tra soul e psichedelia.

Recensione del 12 feb 2025 a cura di Michele Boroni

Voto 7.5/10

La recensione

Abbiamo già raccontato la storia di Eddie Chacon quando due anni fa recensimmo il suo secondo disco solista “Sundown”, come pure la storia dell meteora del pop-soul britannico Charles & Eddie. Dopo il successo travolgente di “Would I like to you” (1992) seguì un lungo periodo di lutti e incidenti di percorso che portò Eddie Chacon ad abbandonare la musica e cambiare totalmente vita. Dopo una carriera come fotografo di moda nel 2020 si riavvicina alla musica grazie all'incontro con John Carroll Kirby, già produttore di Frank Ocean e Solange da cui escono due bellissimi album di soul minimale, spirituale e seducente.

Un concept album intimo

Questo “Lay Low” combina l'estetica lo-fi del suo soul con un suono più torbido e psichedelico, grazie alla lavoro di produzione di Nick Hakim, straordinario artista e produttore di Brooklyn specializzato in musica fluida e introspettiva (il suo “Green Twins” del 2017 resta un disco seminale per il ritorno della psichedelia nel pop). 
“Lay Low” è una sorta di concept album costruito intorno ai temi dell'amore, del dolore e del lutto: i testi sono piuttosto dolenti ma la musica in molti casi rappresenta una luce e una speranza. 

Le canzoni 

La prima traccia “Good sun” inizia dove era finito il precedente “Sundown”: “Always searching for the good sun” canta Chacon esprimendo una ricerca di fede rinnovata in vista di giorni più luminosi dopo un importante lutto.  La crudezza e la vulnerabilità del dolore di Chacon sono incanalate in "Let You Go": nella sua voce c'è un dolore intenso ma calmo e la musica riflette i suoi sentimenti sempre in modo delicato solo nei riff chiave e in certi echi distorti in coda al brano, mentre in “Let the devil in” Chacon è letteralmente sopraffatto dal dolore.  
Ci sono però anche pezzi più leggeri come “Empire” con John Carroll Kirby ai synth, un disco funk à la Marvin Gaye del periodo “Here, my dear”, mentre “Lay low” e “End of the world” hanno dei ganci che rischiano di rimanere in testa per giorni e giorni. 
L'ultima canzone del disco “If I Ever Let You Go”, suona come un vecchio ricordo riascoltato, forse a indicare il significato più profondo della canzone. La batteria dal ritmo lento, i movimenti ripetitivi e la voce trattata ricordano molto Prince. 
“Lay Low” è un disco breve e intenso, minimale e riflessivo che racconta con grande classe e sensibilità gli stati di sconforto ma anche di speranza, grazie anche alla voce di Chacon che con il suo falsetto pacifica i sensi. 

Tracklist

01. Good Sun (04:04)
02. Let You Go (03:06)
03. Empire (feat. John Carroll Kirby) (02:59)
04. Lay Low (03:30)
05. Birds (feat. Nick Hakim) (03:14)
06. Let The Devil In (03:48)
07. End Of The World (03:39)
08. If I Ever Let You Go (04:33)
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