«DIY - Psicologi» la recensione di Rockol

Psicologi: ripartire da se stessi (e non solo)

“DIY” è un album profondo e maturo, che segue un preciso modo di fare musica.

Recensione del 09 dic 2024 a cura di Claudio Cabona

Voto 7/10

La recensione

“DIY”, il terzo album di Drast e Lil Kvneki, gli Psicologi, nasce da un processo di decostruzione e ricostruzione. A un certo punto i due giovani artisti hanno preso tutto quello che avevano messo in piedi e lo hanno fatto crollare, abbandonando la forma originale e primordiale del disco per realizzarne un altro, che è quello che possiamo ascoltare oggi. “Volevamo qualche cosa di più puro. Ci siamo presi del tempo per viaggiare, per rimetterci le mani e ne è valsa la pena. Chiaramente alcune canzoni le abbiamo tenute, ma abbandonare molto di quello che si era costruito ci ha regalato una libertà incredibile. Quella che abbiamo fatto è stata ricerca”, hanno raccontato.

Quella “purezza” è contenuta in “DIY”, che sin dal titolo “do it yourself” sottolinea la volontà di non farsi condizionare da quello che c’è fuori e di ripartire da se stessi. Non va interpretata come una rivendicazione punk tout court, ma come un grido di libertà possibile anche grazie a un maggior ottenimento di sicurezze personali, passate attraverso la realizzazione degli album solisti dei due componenti, antecedenti a questa uscita sotto l’insegna della band. Importanti anche le iniziative collaterali legate a “DIY”: i fan che hanno acquistato l’album in uno dei negozi di dischi legati all’iniziativa hanno potuto ricevere in regalo una fanzine indipendente, realizzata dagli stessi Drast e Lil Kvneki. Un modo per valorizzare i veri spazi culturali e raccontarsi in modo diverso, rifuggendo le playlist, gli imbuti comunicativi e i soliti circoli glamour. Dentro “DIY” ci sono storie collettive e comunitarie, come quelle fotografate da “Croce”, una delle canzoni più belle del disco, ma anche sguardi personali come in “Piscina skit” e “B&B”, con solo una delle voci di uno dei due autori e musicisti. E c’è anche “O Mai”, che parla del rapporto conflittuale con un padre, senza mai esplicitarlo, a cui ambedue gli Psicologi hanno dato qualche cosa di significativo a livello compositivo.

“Spera ancora” mette al centro il processo di distruzione che parte dall’interno di una società e il fatto che i ragazzi non hanno gli strumenti per comprenderlo. Il tutto è filtrato attraverso rock, pop dalle tinte dark, rap, cantautorato. Rispetto a “Trauma” uscito nel 2022, “DIY” è più maturo, profondo, banalmente perché Drast e Lil Kvneki sono cresciuti a livello umano, ma allo stesso tempo hanno mantenuto un fuoco originario, quello che ha permesso loro di raccontare in modo puntuale la Gen Z. E a questo giro c’è di più: in quell’ansia del futuro, in quel mondo tra le rovine, in quelle relazioni traballanti e conflittuali si possono rivedere anche altre persone, più grandi. “DIY” è un disco di paure e speranze, di incubi e sogni: come in “Dostoevskij”, la prima serie dei fratelli D'Innocenzo, a volte sembra che la luce non filtri, ma non è così. Quello degli Psicologi, da sempre, è un grande esorcismo del quotidiano. “Puro caos” è l’unica canzone con una collaborazione, con Nayt, “perché è il solo con cui siamo riusciti davvero spontaneamente a mettere in piedi qualche cosa di forte e significativo, senza pressing”, hanno sottolineato. Drast e Lil Kvneki, nonostante il successo raggiunto in questi anni, ci ricordano che la musica è un’esigenza, che le parole escono come sangue da una ferita. L’album nasce proprio dall'esigenza di essere liberi e di distaccarsi da ciò che è "cool", è un invito a esprimere la propria unicità.

TRACKLIST
1. “CROCE”;
2. “LA MACCHINA”;
3. “OH MAMA”;
4. “PURO CAOS” feat. Nayt;
5. “PISCINA SKIT”;
6. “PICCOLI BRIVIDI”;
7. “L’UNICA COSA”;
8. “O MAI”;
9. “B&B”;
10. “IL PASSO”;
11. “CHIAMAMI”;
12. “PICCOLO MONDO”;
13. “SPERA ANCORA”.

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