«INFINITO +1 - Fulminacci» la recensione di Rockol

Fulminacci ha fatto un disco che è un cazzotto in un occhio

L'album è candidato ai Rockol Awards 2024

Recensione del 02 gen 2025 a cura di Mattia Marzi

Voto 8/10

La recensione

Fino al 5 gennaio, ripubblichiamo le recensioni dei dischi candidati ai Rockol Awards 2024 nella categoria "Miglior album italiano": è possibile votare qua.  
Qua invece le candidature per i migliori live.

Finalmente un bel disco pop italiano con dentro delle idee, dei guizzi musicali fuori dall’ordinario, estrosi e ispirati. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi sul talento di Fulminacci, “Infinito +1” glieli spazzerà via: il 26enne cantautore romano non sbaglia la prova del terzo disco - un tempo si diceva fosse quello della maturità - e si conferma ancora una volta come una delle penne più brillanti del cantautorato italiano di nuova generazione.

Lo fa puntando tutto sull’ironia, l’arma che gli permette di rendere più leggero il peso delle pressioni e delle aspettative: “Devo scrivere una hit che non è una hit / sì, per non fare passi indietro e neanche avanti / e non perdere quel poco di pubblico generalista / che mi sono conquistato negli anni”, canta in “Ragù”, uno dei singoli che hanno anticipato l’uscita del disco, su un giro di basso irresistibile.

Freschezza: è la sensazione che si prova ad ascoltare i dieci pezzi contenuti in “Infinito +1”. Fulminacci ha lavorato all’ideale successore di “Tante care cose” insieme al coetaneo Okgiorgio, vero nome Giorgio Pesenti, produttore bergamasco già dietro alle hit dei Pinguini Tattici Nucleari (Riccardo Zanotti, il frontman del gruppo, duetta con Fulminacci su “Puoi”): ha aiutato il cantautore a sperimentare a livello sonoro e a sentirsi un po’ meno “giovane vecchio”, come si autodefinisce in “Spacca”, il brano che apre l’album, così fomentoso da suonare come un cazzottone in un occhio.

È il manifesto di un album vulcanico, esplosivo, in cui Fulminacci - che pure qui e là non manca di svelare il suo lato più sorprendentemente intimista e romantico, come su “Simile”, una ballatona piano e voce un po’ mccartneyiana - riprende la lezione di maestri come Daniele Silvestri e Jovanotti, la filtra attraverso il suo gusto musicale (il surf rock di “Tutto inutile”, con la chitarra che cita “Misirlou” di Dick Dale, tema poi ripreso da Quentin Tarantino per i titoli di testa di “Pulp fiction” e arrivato ai giovanissimi grazie a “Pump it” dei Black Eyed Peas, il pop in levare di “Filippo Leroy”) e propone qualcosa di personalissimo, che non ha eguali nel panorama pop italiano contemporaneo.

Tracklist

01. Spacca (02:41)
02. Puoi (feat. Pinguini Tattici Nucleari) (02:46)
03. Ragù (02:57)
04. Filippo Leroy (03:03)
05. Simile (03:32)
06. Occhi grigi (feat. Giovanni Truppi) (03:52)
07. Baciami baciami (03:41)
08. Tutto inutile (02:50)
09. Così cosà (02:43)
10. La siepe (03:45)
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