«VINDICATION - Crease» la recensione di Rockol

Crease - VINDICATION - la recensione

Recensione del 01 set 2000

La recensione

Va indubbiamente ripetuto che non tutti i gruppi provenienti da oltre oceano seguono il trend o si affannano a copiare spudoratamente la band che sta vendendo attualmente più dischi in classifica. C’è anche chi va controcorrente e ama proporre la propria musica nuda e cruda, esponendo agli occhi (e alle orecchie) di tutti gli ascoltatori la propria passione per il rock più ruvido e genuino. La Roadrunner, sempre alla ricerca della next big thing, ha scommesso stavolta sulla carta del rock puro. I Crease non suonano certamente come i Korn, ma piuttosto come qualcuno che ha vissuto e gode tuttora la musica come la s’intendeva negli anni ’90, cioè quando ancora il grunge la faceva da padrone. Non ci sono alcun tipo di digressioni nei Crease: prendono la chitarra e iniziano a macinare riffs su riffs, cantando storie che pescano direttamente dalla strada e da storie di vita vissuta. Echi di grunge e street punk alla Social Distortion e Almighty traboccano nelle tredici tracce di questo “Vindication”, un album colmo di frustrazione e sentimenti violati. Passato velocemente lo skit iniziale si approda subito alla sofferta “Gravity”, il cui avanzare ricorda vecchi brani della band di Chris Cornell (Soundgarden), ma anche qualcosa appartenente al songwriting di Gavin Rossdale (Bush), tutti connotati questi che si riconoscono pienamente anche nel singolo “Frustration”. “I’m the one” ripropone la lezione degli Almighty, mentre “Spin around” allenta il ritmo rilassando le orecchie con una ballata tipicamente grunge. “Jenny (867-5309) ” ritorna su note leggermente punk rock, mentre “Making progress” ricorda nel riffs iniziale di chitarra il lavoro di un certo Kurt Cobain. Le restanti cinque canzoni dell’album proseguono il discorso, alternando grunge, punk e rock duro (significativa la pesantissima canzone di chiusura “Watch what you wish for”). C’è anche qualche sorpresa “elettronica”, come la hidden-track attaccata in coda al brano finale. Quale miglior alternativa all’overdose di nu-metal, se non quella di ascoltare i Crease?
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