«PROLONGING THE MAGIC - Cake» la recensione di Rockol

Cake - PROLONGING THE MAGIC - la recensione

Recensione del 09 nov 1998

La recensione

Sono tornati quei buontemponi dei Cake, dopo liti in famiglia che devono essere state tutt’altro che divertenti. Il gruppo si è ‘alleggerito’ di due componenti che facevano bella mostra di sé nella foto interna di "Fashion nugget", vale a dire Greg Brown e Victor Damiani. Mentre Brown è stato sostituito per le registrazioni del disco da una serie di chitarristi (tra cui spicca il nome di Chuck Prophet), Gabriel Nelson ha adesso rilevato il posto di Damiani. In compenso non sembra essere mutato di molto lo stile musicale del gruppo, anche perché John McCrea, autore dei brani dei Cake, ha ben salde in mano le redini del gruppo. "Prolonging the magic" è sin dal titolo un sequel ironico del precedente e fortunato album, "Fashion nugget" per l’appunto, che aveva esteso la fama del gruppo anche ben distante da Sacramento, la loro hometown californiana. Stesso artwork di copertina con un bel maiale di profilo al posto della corona del precedente lavoro, e stesso tavolo con sedie sul retro. "Prolonging..." non può contare su un singolo clamoroso come era stata la cover di "I will survive", che aveva fatto sfracelli ovunque, ma è per il resto un album più che compatto, a partire dall’iniziale "Satan is my motor", riflessione ‘sericomica’ sulla natura umana del male. "Never there" è un buon singolo, storia di una relazione quasi ‘unilaterale’ degnamente raccontata dal clip del gruppo. Eccellenti anche "You turn the screws", che mescola in un modo possibile soltanto ai Cake, l’andamento tipico di un pezzo dei Cure con un arrangiamento di fiati degni del miglior "Rocky" e "Hem of your garment", sostenuta da una ritmica brillante. Il resto dell’album vive comunque di momenti godibili, fino a terminare con la lenta e blueseggiante "Where would I be?", mentre su tutto l’album aleggia un’impronta country che il gruppo sfrutta senza eccedere. Un album che non entrerà nella storia del rock, da ascoltare per la simpatia e l’acume di chi l’ha scritto. That’s entertainment...

Tracklist:
"Satan is my motor"
"Mexico"
"Never there"
"Guitar"
"You turn the screws"
"Walk on by"
"Sheep go to heaven"
"When you sleep"
"Hem of your garment"
"Alpha beta parking lot"
"Let me go"
"Cool blue reason"
"Where would I be?"
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