«INVINCIBLE SHIELD - Judas Priest» la recensione di Rockol

I Judas Priest volano in alto con lo scudo dell'invincibilità

"Invincible Shield" è il 19esimo album della metal band di Birmingham

Recensione del 19 mar 2024 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7.5/10

La recensione

Sei anni fa quando venne pubblicato "Firepower" - quasi inaspettato poiché la band aveva lanciato segnali poco rassicuranti riguardo il proprio futuro - la recensione dell'album – il cui ascolto aveva soddisfatto il nostro Andrea Valentini – si chiudeva con queste parole: 'Se questo fosse l’addio dei Priest (e chissà…), insomma, non ci sarebbe da lamentarsi.' Ora, sei anni più tardi, sappiamo che quello non fu il disco del commiato per la storica band heavy metal di Birmingham, sappiamo che per loro non è ancora giunto il tempo di deporre le armi. Tutto ciò nel nuovo "Invincible Shield" viene messo musicalmente in chiaro fin dall'uno-due iniziale "Panic attack" e "The serpent and the king". Il locomotore a dispetto dei molti viaggi consumati sulle strade ferrate del mondo intero è assemblato con acciaio inglese della miglior fatta e non ha patito l'usura del tempo.

Il classic metal, qui e ora

Difficile trovare punti deboli alla fatica 2024 dei Judas Priest (forse solo una eccessiva lunghezza, si va oltre l'ora). Va da sé che questo, come ben immaginabile, non è un album rivoluzionario. Le rivoluzioni sono da sempre a carico delle nuove generazioni, e poi di suo il metal (come del resto altri generi musicali) ha dei paradigmi piuttosto codificati che vanno perseguiti per non incorrere negli strali dei fan. Come tutte le armi a doppio taglio, ciò può essere un limite, oppure, come in questo caso, un approdo sicuro. Non manca quindi (come potrebbe?) del gran mestiere in "Invincible Shield", non mancano in quantità assoli e riff di buona fattura, non manca la melodia e se esisteva qualche timore legato all'energia sprigionata dall'ugola di Rob Halford... beh, ci si può senza dubbio contentare. In una intervista presentando il disco Richie Faulkner ha sintetizzato: "È un disco piuttosto intenso. Non c'è un momento reale in cui c'è una ballata o qualcosa del genere. Resta lassù." Sottoscrivo, resta lassù.

All'assalto delle classifiche

Tirando le somme: i Judas Priest hanno 55 anni di carriera sulle spalle, questo è il loro 19esimo album, non sono più dei ragazzini. Halford, Tipton e Hill hanno varcato il traguardo dei 70 anni, Scott Travis ha poco più di 60 anni, Faulkner con i suoi 44 anni è il giovincello della compagnia preposto a innervare entusiasmo ed energia nel gruppo. Pare quindi anomalo e forse un poco bizzarro che "Invincible Shield" in Gran Bretagna abbia segnato, nella prima settimana dalla pubblicazione, la posizione più alta in classifica di sempre dei Priest, come neanche ai tempi d'oro di "British Steel": la seconda piazza alle spalle della popstar statunitense Ariana Grande. E in giro per l'Europa, Italia compresa, la band ha azzannato le Chart conquistando prime posizioni ed entrate in Top Ten. Vado a chiudere come avevo iniziato, se questo fosse l’addio dei Priest (e chissà…), insomma, non ci sarebbe da lamentarsi... sicuramente da dispiacersi.

Tracklist

01. Panic Attack (05:25)
02. The Serpent and the King (04:19)
03. Invincible Shield (06:21)
04. Devil in Disguise (04:46)
05. Gates of Hell (04:38)
06. Crown of Horns (05:45)
07. As God is my Witness (04:36)
08. Trial By Fire (04:21)
09. Escape From Reality (04:24)
10. Sons of Thunder (02:58)
11. Giants in the Sky (05:03)
12. Fight of Your Life (04:19)
13. Vicious Circle (03:01)
14. The Lodger (03:52)
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