«EVERYTHING I THOUGHT IT WAS - Justin Timberlake» la recensione di Rockol

Justin Timberlake alla ricerca di una nuova credibilità

La popstar cerca di mettere insieme pezzi della sua carriera dagli NSYNC a Timbaland al nuovo pop.

Recensione del 18 mar 2024 a cura di Michele Boroni

Voto 6.5/10

La recensione

"Everything I Thought It Was"  il nuovo album di Justin Timberlake arriva dopo il passo falso dell'ambizioso Man off the woods del 2018 in cui tentava di mettere insieme il soul e l'r&b con la musica country e americana, ma anche dopo il successo dei vari singoli estratti dalla saga animata “Trolls” come “Can't stop the feeling”.  
Per questo ritorno in pompa magna ha quindi deciso di tornare ai suoi classici standard alternando dolci e sensuali r&b, pezzi disco-funk, un ritorno al passato ma anche un aggiornamento di suoni e atmosfere che guardano all'hip-hop e al “nuovo pop”. 

Tutto quello che c'è, Justin ce lo mette

Everything I Thought It Was" è quindi per Timberlake il disco del ritorno in cui cerca di riacquistare l'antica gloria un po' appannata, specialmente negli States, per via di vari gossip che tornano ciclicamente, come il rapporto burrascoso che ebbe con Britney Spears o la complicità nella “wardrobe malfuction” di Janet Jackson durante l'Halftime Show, entrambi di oltre 20 anni fa (gli americani si dimenticano tutto, tranne che le cretinate). 
Quindi il buon Justin parte subito a mille con “Memphis” riprendendo lo stile di The Weeknd sia nel canto sia nella crisi esistenziale per la grande pressione di gestire il successo “Cosa c'è di meglio che avere tutto ciò che hai sognato? / Finché loro hanno bisogno di te, tu non hai bisogno dell'amore” canta e ancora “A chi importa se c'è troppo nel piatto? Non commettere errori e nascondi il tuo dolore”. Una riflessione sentita e risentita, sotto forma di piangina, che sinceramente non apre il disco nel migliore dei modi. 
Il disco prosegue alternando pezzi à la Daft Punk di “Random Access Memories” (“No Angels” e Favourite Drug”), efficaci incursioni nell'afrobeat (“Liar” con la star nigeriana Fireboy DML) e un paio di pezzi prodotti da Calvin Harris come “No Angels” o “Fuckin' Up The Disco” che fanno pensare di come JT sarebbe potuto diventare con un po' di impegno e continuità il più probabile erede di Michael Jackson. E queste sono decisamente le cose migliori in un album che però è estremamente lungo, oltre 77 minuti. 


Piacevole, ma insipido

Una buona parte del disco co-prodotta con Timbaland è una grande autocitazione dei suoi album storici come “Justified” e "FutureSex/LoveSounds" (“Technicolor”, “Flame”, “Infinity sex”)  senza però quell'ingrediente magico caratteristico delle sue produzioni. Inoltre i testi piuttosto cringe non aiutano (“Non appena tutti i tuoi vestiti cadranno a terra, prega che questa camera d'albergo sia assicurata” canta in “Infinity sex”). A volte però il gioco della citazione si fa davvero spudorato, come quando in “Play” mette insieme un riff à la Prince sopra la struttura di “Fame” di David Bowie. C'è poi l'incontro con gli NSYNC (“Paradise”) che farà battere i cuori delle ex teenager all'ascolto, ma senza particolare calore. 
Ed è un peccato perché Justin Timberlake dimostra di aver ancora una gran voce e il senso del groove (vedere l'ultimo Tiny Desk Concert di NPR Music), benché negli ultimi anni abbia preferito la carriera di attore. 
Alla fine “Everything I Thought It Was” risulta un disco piacevole, ma estremamente insipido e dimenticabile in fretta. 

Tracklist

01. Memphis (04:29)
02. F**kin' Up The Disco (04:22)
03. No Angels (03:28)
04. Play (02:51)
05. Technicolor (07:17)
06. Drown (04:20)
07. Liar (feat. Fireboy DML) (03:26)
08. Infinity Sex (03:49)
09. Love & War (03:34)
10. Sanctified (feat. Tobe Nwigwe) (05:11)
11. My Favorite Drug (05:01)
12. Flame (05:41)
13. Imagination (03:16)
14. What Lovers Do (03:42)
15. Selfish (03:49)
16. Alone (03:36)
17. Paradise (feat. *NSYNC) (04:26)
18. Conditions (04:36)

Prossimi articoli

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.