«BEFORE AND AFTER - Neil Young» la recensione di Rockol

Senza principio né fine, l'amore e il tempo secondo Neil Young

48 minuti ininterrotti di musica in un album tutto acustico per raccontare il mondo che cambia

Recensione del 18 dic 2023 a cura di Marco Di Milia

Voto 7.5/10

La recensione

Non c’è dubbio che nel tempo Neil Young sia diventato un po’ più indulgente. Non certo verso le tante battaglie di una vita, quello davvero mai, ma almeno con la propria musica, dimostrandosi sempre più a suo agio nel guardarsi indietro, pur continuando a tirare dritto per la sua strada, s’intende.

Prima e dopo

Così, non solo le pubblicazioni del rocker canadese si arricchiscono mese dopo mese di una miriade di uscite a cui lo stesso artista aveva posto prima veti e cesure, ma ora anche, con una ritrovata armonia d’intenti, di “Before And After”, un nuovo album di ri-registrazioni acustiche da solista di brani raccolti da tutta la sua lunga carriera e confluiti in una sorta di unica grande suite di quasi cinquanta minuti, esplicata in una nota: “Le canzoni della mia vita registrate per questo album creano un montaggio musicale senza inizio o fine. La sensazione viene catturata non in pezzi ma nel suo insieme. Presto alle vostre orecchie, al vostro cuore e alla vostra anima: la musica sfida la mescolanza, l’organizzazione digitale, la separazione. Solo per ascoltare”.

Le canzoni di una vita

E trattandosi alla fine del solito inguaribile sovversivo, Neil, nella scelta delle proprie “canzoni della vita” non poteva che far comparire pezzi del tutto spiazzanti e poco conosciuti. D’altro canto, questo “Before And After” prende forma da quanto il suo stesso autore aveva annunciato all’indomani del giro di live in solitaria intrapreso sulla costa occidentale, ribattezzato per l’occasione Coastal Tour, quando, in merito alla scelta della scaletta, aveva subito messo le cose in chiaro: "Così non dovrò confrontarmi con “Heart of Gold”, ovvero l’iconica canzone del suo album più celebre, quell’“Harvest”, che ormai da oltre cinque decenni rappresenta la pietra miliare della sua discografia.

Prodotto con il leggendario Lou Adler - 89 anni questo 13 dicembre -, già al lavoro tra i tanti con Carole King e The Mamas & The Papas, il disco è stato suonato interamente da Young in presa diretta utilizzando chitarre, armonica, piano e organo a pompa, con il solo contribuito di Bob Rice al vibrafono e al piano e di Jeff Tweedy dei Wilco nella curiosa qualifica di “electric & amplifier tech”. In un concentrato di intimismo, chiaroscuri e solenne intensità, le tredici tracce, in ultimo, per temi e arrangiamenti compongono un singolare racconto su un mondo ormai cambiato, inesorabilmente, sotto i nostri occhi.

Luci e ombre che la voce del vecchio Neil riesce a trasmettere con sbilenca unicità. In apertura arriva subito uno dei momenti più toccanti con una accorata versione di “I’m the ocean” spogliata di quelle chitarre elettriche che in origine, per l’album “Mirrorball” del 1995, erano state registrate con i Pearl Jam. Ancora, si passa attraverso scheletriche rese dagli esordi con i Buffalo Springfield di “Burned”, a “Birds”, “Comes a time” e “Mother Earth”, fino all’inedito a base di organo di “If you got love”, altrimenti pensato per “Trans” del 1982, ripercorrendo davvero una vita quasi senza soluzione di continuità.

Un inguaribile sovversivo

“Before And After” è in questo modo la commovente riflessione sul tempo e le cause per cui vale la pena battersi che Neil Young ha voluto consegnarsi, all’alba dei suoi 78 anni. Un lungo flusso di coscienza senza alcuna sovrastruttura o levigatura, non certo per mostrare il fianco, quanto per fare il punto sui grandi slanci fin qui intrapresi. Scombinati sì, ma anche carichi di emotività e calore.

Tracklist

01. I'm the Ocean (06:44)
02. Homefires (02:04)
03. Burned (02:06)
04. On the Way Home (03:14)
05. If You Got Love (03:32)
06. A Dream that Can Last (04:32)
07. Birds (02:47)
08. My Heart (03:01)
09. When I Hold you in my Arms (05:23)
10. Mother Earth (03:43)
11. Mr. Soul (03:42)
12. Comes a Time (03:20)
13. Don't Forget Love (03:41)
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