«MADRES - Dj Sofia Kourtesis» la recensione di Rockol

La dance di Sofia Kourtesis che fa stare meglio

Primo album della producer peruviana dove si incrociano house, folklore e movimenti di protesta.

Recensione del 09 nov 2023 a cura di Michele Boroni

Voto 8/10

La recensione

Verso la fine degli anni '90 andava molto di moda parlare di Intelligent Dance Music per identificare quella musica elettronica più sofisticata o, quantomeno, che non usava la canonica sintassi sonora della musica dance.  Warp Record fu l'etichetta che meglio rappresentò quel genere, con musicisti e progetti come Aphex Twin, Autechre, Boards of Canada ed altri. Il resto era musica sicuramente sofisticata, ma spesso non da ballare e il più delle volte molto fredda e fuori dal tempo. Per chi non è appassionato di musica elettronica, questo è stato il principale limite di quella musica che in molti casi è rimasta di nicchia. 
Grazie al cielo questa caratteristica non fa parte di “Madres” il disco d'esordio dell'artista e producer Sofia Kourtesis da poco uscito per Ninja Tune.

Una celebrazione della vita

Sofia Kourtesis è di origini peruviane ma da molti anni è di stanza a Berlino dove ha inciso alcuni EP per l'etichetta svedese Studio Barnhus.
Tornano al discorso precedente, Sofia Kourtesis con “Madres” riesce a mettere dentro la sua musica (micro-house è la definizione che ricorre più spesso) calore e profonda umanità, oltre che colonna sonora per il ballo e, al tempo stesso,  un messaggio di liberazione personale. 
“Madres” è in gran parte ispirato e dedicato al rapporto di Kourtesis con sua madre, così come alla maternità di ogni tipo. Mentre Kourtesis lavorava all'album, sua madre ha combattuto e sconfitto il cancro e, di conseguenza, l'album si è trasformato in un accorata celebrazione della vita e di questa sopravvivenza. La traccia “Vajkoczy” prende il nome dal neurochirurgo bavarese di fama mondiale che ha salvato la vita della madre di Kourtesis, con i fiati che popolano allegramente la coda del pezzo per sancire il lieto fine della vicenda. 

Attivismo e protesta

Ma non c'è solo questo. All'interno delle dieci tracce che compongono il disco c'è un sacco di altra roba. “Cecilia” è una canzone che si ispira all'attivismo dei suoi genitori, in particolare al lavoro della madre nella protezione delle tribù indigene del Perù ed è un affascinante e vitale caleidoscopio di sample e field recording. La title track all'interno di uno scheletro tipicamente deep house crea un'immersione in sonorità world che vanno dall'America Latina all'Africa di rara bellezza. 
Si balla e si protesta, in modo vivo e pulsante, mescolando la cultura sudamericana alla metrica berlinese come per la creazione di un nuovo movimento. 
Per rendere il tutto ancora più didascalico la Kourtesis in “Estacion Esperanza” riprende una delle frasi più celebre di Manu Chao e lo incastona all'interno di un  classico beat da Ninja Tune. Infine c'è da segnalare “How Music Makes You Feel Better”, il pezzo centrale dell'album, che con la sua batteria pulsante e il beat sostenuto, la voce sussurrata, i sample spagnoli e la melodia ampia, incapsula tutti i temi e l'essenza della musica di Sofia Kourtesis. Questo "Madres" ci racconta come anche la musica dance riesca a trasferire contenuti forti e come l'autenticità riesca a far muovere i corpi, anche di fronte alle difficoltà.

Tracklist

01. Madres (03:56)
02. Si Te Portas Bonito (05:01)
03. Vajkoczy (04:10)
04. How Music Makes You Feel Better (04:43)
05. Habla Con Ella (03:24)
06. Funkhaus (05:52)
07. Moving Houses (04:54)
08. Estación Esperanza (05:16)
09. Cecilia (04:39)
10. El Carmen (05:24)

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