«XICRO' - Xicrò» la recensione di Rockol

Xicrò - XICRO' - la recensione

Recensione del 31 lug 2000

La recensione

Xicrò è un progetto musicale di stretta confinanza con il mondo dell’etnomusicologia, per non dire dell’antropologia. Il leader della formazione si chiama Antonello Ricci, virtuoso della chitarra battente – antico strumento di provenienza calabra – in passato già al seguito di MusicaNova, che in questo lavoro ha riversato anni di ricerche ed esplorazioni sonore condotte nel paesaggio geografico della Calabria, entrando a contatto con materiale tradizionale tramandato da generazioni. Il risultato del lavoro di Xicrò, come ammesso del resto dallo stesso Ricci – che divide con Alessandro Cercato e Arnaldo Vacca la titolarità della ditta – ha portato a volte il risultato alquanto lontano dalle fonti d’ispirazione, ma questo è a tutti gli effetti un valore aggiunto per questo lavoro, che si può così considerare a tutti gli effetti un album contemporaneo ispirato a materiale tradizionale piuttosto che il contrario. La gran parte delle canzoni, in special modo proprio quelle che sembrerebbero più ortodosse nella loro struttura musicale, è firmata dallo stesso Ricci, e raccontano storie d’amore nello stile narrativo popolare, fatto di passioni, febbri segrete, notti vissute svegli e in preda al desiderio. Ma molte sono anche le citazioni di elementi naturali: animali, piante, colori, descrizioni del tempo infarciscono la narrazione regalandole quel profumo che è irrinunciabile per materiale del genere. Tra i diversi brani decisamente belli citiamo “Malanuttata”, “Canto dell’aquila” e “Catene e sospiri”, ma una citazione particolare va al bellissimo tradizionale che chiude l’album, intitolato “Riturnella”. Un momento di splendida musica popolare, riportato alla luce dalla passione di questo gruppo.
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