«THE HARMONY CODEX - Steven Wilson» la recensione di Rockol

Steven Wilson: la massima libertà creativa raccolta in un disco

Il settimo disco del componente dei Porcupine Tree è nato durante il lookdown nella massima libertà

Recensione del 02 ott 2023 a cura di Luca Trambusti

Voto 8/10

La recensione

Per molti il periodo del lockdown non è certo stato un momento di serenità. Chiusi in casa tra divano, smart working (per chi poteva farlo), balcone o giardino per i più fortunati, tutti a vivere un tempo sospeso, tra incertezze e paure. Anche Steven Wilson si è trovato a confrontarsi con questo senso di smarrimento, di non futuro e nella possibilità di riuscire a fare musica in uno studio casalingo ha trascorso il tempo “baloccandosi” tra composizione ed elaborazione della sua musica.

È nata così una manciata di canzoni composte senza pensiero, per “proprio diletto”, senza ipotizzare un’uscita discografica strutturata, ma con uno spirito libero, un flusso creativo che ha viaggiato tra le tante passioni musicali di questo polistrumentista inglese.

Ecco raccontata la genesi di “The Harmony Codex”, settimo album in studio da solista per il membro fondatore dei Porcupine Tree. Una tale libertà compositiva entra tutta nell’album, che spazia tra molti generi, che si tengono tra loro nel nome di Steven Wilson stesso, delle sue passioni musicali che troviamo tutte: progressive, fusion, elettronica, songwriting qualche fuga rock e altro ancora, tutto facilmente identificabile all’ascolto del disco.

La ricchezza e la forza di “The Harmony Codex” sta proprio nella sua varietà, che non è un disordinato accumulo di stili ma ha un suo rigore e soprattutto dimostra come Wilson sia in grado di manipolare materia musicale diversa mettendo eleganza, qualità e potenza in ogni composizione.

Così tra momenti progressive, che sfociano in fusion si sviluppa la lunghissima e appassionante “Impossible Tightrope” (oltre 10 minuti di musica) a cui segue “Rock Bottom” dove evidenti sono i richiami ai Pink Floyd, con una significativa voce femminile. Il progressive lo troviamo in altri episodi del disco (“What Life Brings”, nell’intro di “Time Is Running Out” che si sviluppa tra Gabriel e chitarre alla King Crimson o nella lenta title track anch’essa intorno ai 10 minuti - forse un po’ troppi in questo caso.-  Le atmosfere alla Gabriel le ritroviamo anche nei primi minuti - dei nove totali - della conclusiva “Staircase” ), come l’elettronica (avvolgente su “Economies of Scale” o cupa su “Beautiful Scarecrow” segnata da un basso potente). Non manca l’oscurità che troviamo in “Actual Brutal Facts” (che si sviluppa tra un drumming ossessivo, un basso potente e un bel tappeto di chitarra).

Tra arpeggi e assoli di chitarra (molto floydiani), tastiere ma anche sax e una sempre ben presente base ritmica (a volte molto scura) “The Harmony Codex” è il miglior album da solista di Steven Wilson, forse anche quello più “pop” e pur nella sua differenza stilistica e ricchezza strumentale è il meno intricato da comprendere, con momenti di ampia fruibilità e una buona “immediatezza”.

The Harmony Codex” è realizzato con l’audio spaziale in mente, modalità che Steven Wilson sta applicando nei suoi lavori di “remix” su alcuni dischi di classic rock, su tutti “The Dark Side Of The Moon”, album di riferimento per il 55enne artista londinese.

Il titolo dell’album arriva da un breve racconto con lo stesso titolo contenuto all’interno dell’autobiografia “A Limited Edition of One”, anch’essa scritta durante la pandemia. Lo stesso Wilson descrive il racconto “The Harmony Codex” come un pezzo di fantascienza distopica che si svolge in un mondo riconoscibile come il nostro, ma con un elemento fantastico che ruota intorno all'idea centrale della scala infinita, che sale o scende costantemente e diventa metafora della vita. Secondo Wilson siamo tutti su questa scala senza fine, e non importa quanti obiettivi ci poniamo, quanti sogni abbiamo, quante ambizioni abbiamo, perché, sempre secondo l’artista, la vita alla fine diventa il viaggio, non la destinazione. E più invecchi, più lo capisci. Parola di Steven e disco consigliato.

Tracklist

01. Inclination (07:16)
02. What Life Brings (03:39)
03. Economies of Scale (04:18)
04. Impossible Tightrope (10:44)
05. Rock Bottom (04:24)
06. Beautiful Scarecrow (05:21)
07. The Harmony Codex (09:50)
08. Time Is Running Out (03:58)
09. Actual Brutal Facts (05:06)
10. Staircase (09:26)

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