«OKEMAH RISING - Dropkick Murphys» la recensione di Rockol

Il nuovo omaggio dei Dropkick Murphys a Woody Guthrie

Come un anno fa, la band di Boston mette nuovamente in musica le parole del grande Woody

Recensione del 17 mag 2023 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7/10

La recensione

Lo scorso settembre i Dropkick Murphys hanno pubblicato “This machine still kills fascists”, un album acustico in cui la band mise in musica dei testi rimasti inediti del nume del folk statunitense Woody Guthrie. L'operazione venne resa possibile e caldeggiata dalla figlia di Woody, Nora, che aprì i cassetti dei tesori mettendo a disposizione del gruppo proveniente dallo stato del Massachussets l'archivio dell'illustre papà. L'intento di Nora era quello di dare nuovamente spazio alle parole e rinverdire il ricordo del padre scomparso nel 1967. La band portò a termine il progetto nel migliore dei modi e tutti ne furono molto soddisfatti. Talmente soddisfatti che a neppure un anno di distanza viene pubblicato un secondo album di canzoni con le parole di Woody Guthrie. Un disco figlio delle sedute di registrazione di “This machine still kills fascists” tenutesi lo scorso anno a Tulsa, in Oklahoma (lo stato natale di Woody Guthrie), nel The Church Studio fondato dalla buonanima di Leon Russell, altro figlio illustre dello stato dell'Oklahoma. Come per il precedente, anche in questo album non è presente dietro il microfono il cantante dei Dropkick Murphys Al Barr che si era preso un periodo di pausa legato a questioni famigliari. Le analogie con il disco dello scorso anno non finiscono qui. Se il titolo dell'album del 2022 ricordava la scritta che Guthrie aveva impressa sulla sua chitarra, quello di quest'anno, "Okemah rising", ricorda la cittadina natale del grande Woody.

This machine still kills fascists 2

Date queste premesse "Okemah rising" naturalmente ricalca le orme del suo fratello maggiore e ne è la sua seconda parte. Nell'album ad aiutare e impreziosire l'operato dei Dropkick Murphys sono stati chiamati gli immarcescibili Violent Femmes in "Gotta get to Peekskill", il cantautore di Boston Jesse Ahern (già nel giro dei Dropkick) in "Rippin' up the Boundary Line" e la country woman Jaime Wyatt in "Bring it home". Queste collaborazioni aiutano a dare un tocco in più alle canzoni presenti nel disco che musicalmente, seppure in acustico, possiedono l'esuberanza propria del celtic punk rock della band di Boston, ma hanno poche variazioni sul tema. Da segnalare come in chiusura di tracklist venga proposta una 'Tulsa version' di "I'm Shipping Up to Boston", canzone simbolo del repertorio dei Dropkick Murphys, anch'essa scritta dal nume Woody.

Woody Guthrie la mente, i Dropkick Murphys il braccio

"Okemah rising" a conti fatti supera la prova brillantemente, l'energia dei Dropkick Murphys unita ai testi di Woody Guthrie è davvero interessante e coinvolgente. Le parole di Guthrie ci riportano a tempi e storie lontane, la cui lezione universale è però sempre attuale. "Run Hitler Run" ha un titolo autoesplicativo, la lotta contro il demone nazifascista (nella canzone è citato anche Mussolini); mentre "Gotta get to Peekskill" ricorda quanto accadde nell'agosto del 1949 a Peekskill, quando i razzisti del Ku Klux Klan non permisero un concerto del cantante e attivista nero Paul Robeson. "Rippin' up the boundary line" rammenta infine come i confini siano sempre esistiti e come da sempre siano uno strumento per dividere la gente.

Tracklist

01. My Eyes Are Gonna Shine (02:12)
02. Gotta Get To Peekskill (feat. Violent Femmes) (02:46)
03. Watchin The World Go By (03:37)
04. I Know How It Feels (02:46)
05. Rippin Up The Boundary Line (feat. Jesse Ahern) (03:27)
06. Hear The Curfew Blowin (03:04)
07. Bring It Home (feat. Jaime Wyatt) (03:22)
08. When I Was A Little Boy (02:32)
09. Run Hitler Run (02:42)
10. I'm Shipping Up To Boston (Tulsa Version) (02:24)

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