«THIS MACHINE STILL KILLS FASCISTS - Dropkick Murphys» la recensione di Rockol

Nel nome di Woody Guthrie i Dropkick Murphys uccidono i fascisti

“This machine still kills fascist” un titolo emblematico per l'undicesimo album della band di Boston

Recensione del 05 ott 2022 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7.5/10

La recensione

Che i bostoniani Dropkick Murphys fossero da sempre schierati con le istanze di chi le decisioni le subisce e non di chi le prende non è certo un mistero, una discografia lunga 25 anni è lì a testimoniarlo, il loro undicesimo album, una volta di più, lo esplicita e lo ribadisce. “This machine kills fascists” era la leggendaria scritta che campeggiava sulla chitarra di Woody Guthrie, uno dei padri della canzone folk statunitense, ed ora è anche il titolo (con l'aggiunta della parola 'still', ancora) del loro nuovo disco. Un album in cui la band – orfana del cantante Al Barr, alle prese con problemi familiari - ha staccato la spina dalla presa elettrica scegliendo, per la prima volta, di viaggiare sul binario acustico. Un viaggio il loro che è temporale poiché con il beneplacito e il supporto di Nora Guthrie, figlia di Woody, il gruppo ha avuto accesso ad alcuni testi inediti dell'illustre genitore che avevano bisogno di essere messi in musica; ma anche fisico, infatti per registrare “This machine still kills fascists” i Dropkick Murphys si sono spostati dal Massachusetts fino allo stato natale di Guthrie, l'Oklahoma.

Boston, Oklahoma

Non è la prima volta che la band attinge dal repertorio di Guthrie, uno dei loro brani di maggiore successo, "I'm Shipping Up to Boston", è un brano del cantore scomparso nel 1967, oltre a quella hanno ripreso “Gonna Be A Blackout Tonight”. Questo “This machine still kills fascists” è un album folk nei temi e nelle parole, ma riletto alla maniera e con la carica dei Dropkick Murphys. La parte vocale è infatti parecchio urlata e diretta, per comprendere cosa si intende dire si possono ascoltare, quale esempio, "Two 6’s Upside Down", primo singolo e brano posto in apertura di scaletta, e la conclusiva "Dig a hole" dove la band duetta, grazie ai miracoli della tecnologia, con il vecchio Woody suscitando più di una emozione nei cuori più teneri e nostalgici.

Folk molto poco ortodosso

Il folk dei Dropkick Murphys, quindi, è molto poco ortodosso e il gruppo tradisce la sua indole celtico punk in più di un brano. E allora "Talking jukebox" potrebbe far parte dell'immaginario di Joe Strummer, guida spirituale della band, mentre "Ten times more" ricalca il canto delle reclute dei marines immortalato da 'Full metal jacket', il testo incita a non abbassare la guardia e a moltiplicare l'impegno. La seguente "Never Git Drunk No More" è una canzone tra le più classiche e riuscite di “This machine still kills fascists”, qui si raccoglie l'ennesima promessa di smettere di bere di un ubriacone incallito alla propria compagna che ha la voce della interprete country Nikki Lane. "All you fonies" è una chiamata alle armi lanciata ai lavoratori per difendere i loro diritti e fa il paio con la successiva "The last one" ('How can you call a man a man when you treat him like a dog?/And how can you call a man a man when you kill him like a hog?') cui partecipa il cantante dei Turnpike Troubadours Evan Felker, nativo, come Woody Guthrie, della cittadina di Okemah. Un pianoforte quanto mai limpido accompagna una vecchia nave fin nel fondo degli abissi in "Waters are a'risin'". Il ritmo è incalzante e si giunge alla conclusione in un amen.

L'insegnamento dei classici

Le parole di Woody Guthrie descrivevano la realtà sociale di oltre sessanta anni fa, parole che – come sempre accade con i classici – finiscono per essere credibilmente spendibili anche ai nostri tempi e forse era giunto il tempo che qualcuno le riprendesse e gli desse voce. L'operazione condotta dai Dropkick Murphys ha senza dubbio partorito un buon risultato e forse sarebbe potuto essere ancora migliore se avessero rinunciato a una piccola parte della loro esuberanza per spingersi con maggiore coraggio nei territori del cantautorato, ma sono dettagli che cozzano con l'urgenza sempre viva di dare fiato al messaggio e con l'indole punk del gruppo. Comunque sia, molti complimenti ai ragazzi.

Tracklist

01. Two 6's Upside Down (03:29)
02. Talking Jukebox (03:13)
03. Ten Times More (02:11)
04. Never Git Drunk No More (03:25)
05. All You Fonies (02:49)
06. The Last One (03:33)
07. Cadillac, Cadillac (02:53)
08. Waters Are A'risin (03:02)
09. Where Trouble Is At (02:33)
10. Dig A Hole (03:09)

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