«RADICAL ROMANTICS - Fever Ray» la recensione di Rockol

Fever Ray va alla scoperta del mito dell’amore

Un elettropop di qualità e un immaginario alieno si mischiano in “Radical Romantics”.

Recensione del 19 mar 2023 a cura di Claudio Cabona

Voto 6.5/10

La recensione

Un alieno che si approccia al tema più umano di sempre: l’amore. Nel mondo di “Radical Romantics”, Fever Ray, pseudonimo di Karin Elisabeth Dreijer Andersson, racconta la sua lotta con l’amore, o per essere precisi, con il mito dell’amore. E lo fa vestendo i panni di un essere soprannaturale, giocando con la filosofia e la fantasia per parlare di dura realtà. Dieci tracce acide, scalpitanti, ballabili a volte, più strampalate e non lineari altre. Un viaggio musicale e sentimentale. Dopo “Plunge” del 2017, “Radical Romantics” parla “sia al cuore che alla mente, alla pista da ballo e alla camera da letto”, ha spiegato l’artista di Göteborg.

“La materia grezza e familiare si trasforma in forme infinitamente belle e terribili che bilanciano la forza con la vulnerabilità , l’ansia con la sicurezza”, ha continuato la cantante svedese. Dreijer ha iniziato a lavorare a “Radical Romantics” nell’autunno del 2019 negli studi di Stoccolma costruiti con il fratello e membro dei The Knife, Olof Dreijer, dopo la fine dell’ultimo tour di Fever Ray nel 2018 e dopo che Olof era tornato a vivere a Berlino. A metà del 2020, Olof si è unito a Dreijer per lavorare a “Radical Romantics”, co-producendo e co-scrivendo il brano di apertura “What They Call Us” e altre tre canzoni. Questi pezzi del progetto sono i primi prodotti scritti insieme dai fratelli dopo otto anni.

Tra gli altri co-produttori e interpreti figurano il duo composto da Trent Reznor e Atticus Ross (Nine Inch Nails), la DJ e produttrice portoghese Nà­dia, Johannes Berglund, il progetto Aasthma di Peder Mannerfelt e Pär Grindvik, oltre all’artista sperimentale e produttore Vessel. Martin Falck, collaboratore di lunga data, ha creato con Dreijer il mondo visivo di “Radical Romantics”. Il risultato finale è un universo elettro-pop in cui un immaginario fatto di costumi e maschere oniriche restituiscono la stessa immagine delle canzoni: bellezza e inquietudine, voglia di vivere e paura, sono costantemente in bilico. 

Tracklist

01. What They Call Us (04:27)
02. Shiver (04:35)
03. New Utensils (04:17)
04. Kandy (04:07)
05. Even It Out (03:07)
06. Looking For A Ghost (03:39)
07. Carbon Dioxide (04:51)
08. North (04:04)
09. Tapping Fingers (03:57)
10. Bottom Of The Ocean (07:06)
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