«MOVING ON SKIFFLE - Van Morrison» la recensione di Rockol

Per Van Morrison in principio c'era lo skiffle

Il musicista nordirlandese omaggia le sue radici musicali con "Moving on skiffle"

Recensione del 13 mar 2023 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

La recensione

L'incontenibile Van Morrison dieci mesi dopo avere pubblicato "What's It Gonna Take?" torna ad allietare i propri fan con un nuovo album, "Moving on skiffle". Un disco dedicato allo skiffle, il genere musicale che per primo lo stregò da ragazzino. Lo skiffle è un genere musicale che ha le sue origini tra i braccianti neri che lavoravano duramente nei campi di cotone negli Stati Uniti. Essendo molto poveri nei loro momenti di svago e festa facevano musica utilizzando gli arnesi che trovavano in casa, quelli usati per cucinare oppure per lavorare. In Gran Bretagna quelle canzoni vennero adottate dai lavoratori portuali – in primis a Liverpool –, poi accadde che alla metà degli anni Cinquanta queste canzoni conquistarono il favore dei giovani inglesi che in quei brani così orecchiabili e freschi trovavano una via di fuga (pop) dalla musica piuttosto ingessata che veniva proposta dalla società di allora. Anche il giovane Van (che è un classe 1945) venne sedotto da quelle sonorità e le inizia a suonare con una band scolastica, nella sua Belfast, come da lui raccontato in sede di presentazione del disco: "Andavo ancora a scuola quando mi sono esibito con una band di skiffle: un paio di chitarre, una washboard, un basso a cassa. Conoscevo già le registrazioni di Lead Belly e quando ho sentito la versione di Lonnie Donegan di 'Rock Island Line' ho capito intuitivamente cosa stava creando, sapevo che era quello che volevo fare. È stata come un'esplosione. Questo disco riprende le canzoni di quell'epoca.".

Il giovane Van iniziò con lo skiffle

Tutto per Van Morrison ha quindi inizio con lo skiffle e in "Moving on skiffle" gioca in casa, condotto da amore, passione, conoscenza musicale e il solito (infinito) talento. Van si fa guidare dal cuore nel riprendere vecchi brani di un repertorio ormai chiuso in soffitta sotto centimetri di polvere, ma non si limita a proporre delle semplici cover. L'omaggio al ragazzino che era è solo il punto di partenza questi brani il maturo Van li riprende e rilegge seguendo la sua visione musicale e li porta ad essere altro dagli originali, ad accogliere, come da spirito skiffle, elementi di gospel, blues, jazz, r'n'b, country, folk, hony tonk e moltissimo altro ancora. Un trionfo.

Via le polemiche, c'è l'artista

Nell'ultimo paio di anni Van Morrison si era fatto paladino della libertà di potersi esibire giudicando le varie misure atte a contenere la pandemia come una limitazione delle libertà personali entrando duramente in rotta di collisione con l'opinione pubblica e con la politica. Queste polemiche nel sentire di molti avevano sopravanzato e relegato in secondo piano le sue qualità artistiche. Ora la gravità della pandemia fortunatamente si fa ogni giorno più lontana e il Van Morrison artista sta riprendendo decisamente il sopravvento, forse anche perché meno avvelenato da quanto gli accade intorno.

Doppio album, ventitre canzoni

Non si può rimanere indifferenti all'ascolto delle ventitre canzoni (un impegno non da poco) di "Moving on skiffle", un ottimo rimedio contro il malumore e le nuvole in cielo, qui si respira la gioia e il calore rigenerativo della musica e Van Morrison è veramente un musicista fuori categoria. Questo è il suo decimo album in otto anni, il musicista nordirlandese ha probabilmente sostituito la propria casa con lo studio di registrazione, sviluppando la medesima ossessione che ha portato Bob Dylan a realizzarsi e sublimarsi nelle strade di un tour senza fine. Oppure, semplicemente, come si ripeteva Jack Nicholson nei panni del Joker in un film di parecchi anni fa: infinite cose da fare e così poco tempo. Alla prossima, Van.

Tracklist

01. Freight Train (03:26)
02. Careless Love (05:38)
03. Sail Away Ladies (03:18)
04. Streamline Train (04:03)
05. Take This Hammer (04:38)
06. No Other Baby (04:29)
07. Gypsy Davy (04:17)
08. This Loving Light Of Mine (05:10)
09. In The Evening When The Sun Goes Down (04:25)
10. Yonder Comes A Sucker (03:10)
11. Travelin’ Blues (03:43)
12. Gov Don't Allow (04:10)
13. Come On In (03:38)
14. Streamlined Cannonball (03:15)
15. Greenback Dollar (03:43)
16. Oh Lonesome Me (03:25)
17. I Wish I Was An Apple On A Tree (03:13)
18. I’m So Lonesome I Could Cry (03:04)
19. I’m Movin’ On (02:57)
20. Cold Cold Heart (03:26)
21. Worried Man Blues (04:37)
22. Cotton Fields (03:06)
23. Green Rocky Road (09:02)
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