«...YOU - Sasha» la recensione di Rockol

Sasha - ...YOU - la recensione

Recensione del 08 lug 2000

La recensione

Sasha detto affettuosamente il bisteccone (per via dei bicipiti da palestrato) l'aveva promesso: lui vive per i suoi fan, e a loro vuole dedicare le canzoni che interpreta. Così, se non più tardi di un anno fa il nostro bell'uomo tedesco aveva pubblicato "Dedicated to...", album dal medio successo di vendita, ora ci riprova con "... You", l'ideale continuazione del lavoro precedente.
In quest'album, l'amico Sasha mantiene tutte le sue promesse, e riserva qualche sorpresa inattesa. Mettiamoci subito d'accordo su una cosa: il genere è pop-pop-pop, nulla di più. Non aspettatevi sopraffine capacità compositive (e del resto Sasha è solo co-autore delle musiche di cinque brani: le altre cose le affida ai suoi soci), né straordinarie rivelazioni. No, niente di tutto questo: "... You" è dischetto grazioso, leggero, con i dovuti omaggi al mondo delle emittenti televisive (in particolare MTV ha fatto la fortuna del singolo di lancio dell'album, "Let me be the one") e, attensione attensione, al reggae. Del resto lui l'aveva detto: "Bob Marley è il mio idolo". Così, tra ballate dolci dolci e qualche virata più rock ("Take good care"), qui spunta anche qualche pezzullo che piacerebbe parecchio ai fratelli amanti delle bandiere giallorossoverdi ("Chemical reaction").
Vogliamo ripeterci, per timore di non essere stati abbastanza chiari: "... You" non è male, e rivela una certa furbizia del team di Sasha, che strizza d'occhio addirittura alla disco anni '70 ("Club c'est la vie") e al soul ("Take my hands"): non tutti avrebbero pensato a farlo. Del resto, del suddetto team fa parte anche Pet Smith (Sting, Joe Cocker); il tocco del professionista, inutile dirlo, si sente.
E poi, se non proprio la voce, almeno l'intonazione c'è: e pare che, rispetto a un anno fa, il ragazzo sia cresciutello. Se ora la smettesse di mangiare carne, e scegliesse una sua strada anziché fare un collage di tutti gli stili più popolari del mondo, probabilmente potrebbe ottenere guadagnarsi qualche punto nella stima della critica - senza perdersi gli sguardi languidi delle ragazzine che lo seguono per la strada.
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