«KUNI - LNDFK» la recensione di Rockol

Gli album candidati ai Rockol Awards 2022: LNDFK

"Kuni" è in lizza per "Miglior album italiano"

Recensione del 17 dic 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 7.5/10

La recensione

Fino al 29 dicembre, ripubblichiamo le recensioni dei dischi candidati ai Rockol Awards 2022 nella categoria "Miglior album italiano": è possibile votare qua.
Qua invece le candidature per i migliori live.

LNDFK sta per Linda Feki, cantautrice e musicista classe 1990, nata da padre italiana e padre arabo a Sousse, in Tunisia, ma cresciuta a Napoli. “Kuni” è il suo album d’esordio: una rivelazione. Dieci tracce che si snodano elegantemente attraverso una varietà di stili e di generi, dal jazz al neo-soul, passando per l’hip hop e un pizzico di neapolitan power 3.0. Non sembra un disco di un’artista italiana, per come suona e per come è stato pensato. E in effetti non lo è.

L’album esce per l’etichetta newyorkese Bastard Jazz – licenziato in Italia da La Tempesta, la label dei Tre Allegri Ragazzi Morti, che negli anni ha lanciato alcune delle proposte alternative più interessanti e influenti, dai Mellow Mood ai Sick Tamburo – e arriva dopo la serie di esperienze collezionate da LNDFK all’estero, che l’hanno vista condividere il palco con artisti come Kamasi Washington e MNDSGN e suonare in festival come il Primavera Sound di Barcellona. In “Don’t know I’m dead or not”, il singolo che ha anticipato l’uscita del disco, co-prodotto – come l’intero album – da Dario Bass (all’anagrafe Dario Bassolino, producer e pianista attivo nella scena jazz elettronica internazionale: ha collaborato in questi anni con Piink Sifu, Jason Linder, Ghemon, Davide Shorty), c’è il rapper americano Chester Watson: già membro del collettivo Nu Age Syndicate, è considerato uno dei migliori new-comers della scena alternative hip hop statunitense (a garantire per lui ci ha pensato Zane Lowe, tra le personalità più influenti del music biz, che già nel 2012 fece ascoltare a BBC Radio 1 la sua “Phantom”, quando il rapper aveva solamente 15 anni).

Non è l’unico ospite di “Kuni”. In “Hana-bi”, il pezzo che apre l’album, introducendo l’ascoltatore alle atmosfere trasognanti e al mood di “Kuni”, le percussioni sono suonate Asa-Chang, vero nome Hirokazu Asakura, già membro del collettivo di musica d’avanguardia giapponese Asa-Chang & Junray. In “Ktm” i sintetizzatori sono suonati da Jason Lindner, esponente di punta della scena jazz fusion di Brooklyn, che nel 2015 David Bowie e Tony Visconti arruolarono per “Blackstar”, l’album che il fu Duca Bianco incise nei mesi della malattia e che uscì tre giorni prima della scomparsa della rockstar.

Sono solo alcuni dei momenti clou di “Kuni”, che più che essere un disco è un viaggio di poco più di mezz’ora nell’anticamera del mondo di LNDFK. Che è tutto ancora da scoprire.  

Tracklist

01. Hana-bi (01:54)
02. Takeshi (04:12)
03. Smoke - A moon or a button (04:39)
04. Don't Know I'm Dead or Not (04:25)
05. Om (02:32)
06. Hana-bi (01:55)
07. Ku (04:35)
08. Ktm (02:28)
09. How Do We Know We're Alive (03:51)
10. se mi stacco da te, mi strappo tutto: (01:03)
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