«YTI⅃AƎЯ - Bill Callahan» la recensione di Rockol

Il genio di Bill Callahan

Nuova emozionante opera di uno dei migliori cantautori in circolazione

Recensione del 22 ott 2022 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8.5/10

La recensione

Bill Callahan è un genio, o quantomeno uno dei migliori cantautori americani in circolazione, con un approccio al fare musica è unico . A partire dal titolo di nuovo album, "YTI⅃AƎЯ", ovvero realtà al contrario: il 19° album di una lunga carriera, come Smog e con il suo nome. L'ennesimo lavoro da incorniciare.

Strategie (non) convenzionali

Bill Callahan ha fatto le cose sempre e soltanto a modo suo: nel 2018 i suoi album sono stati tra gli ultimi ad arrivare sulle piattaforme streaming, in palese polemica con il modello economico che rappresentano. Due anni fa, due album in poco tempo, dopo 5 anni di silenzio: il secondo, "Gold record", venne pubblicato canzone per canzone (stava trollando spotify?) e iniziava con “Hello, I’m Johnny Cash” - citazione del famoso concerto a Folsom Prison. Dopo, altri singoli, sotto forma di cover con Bonnie Prince Billy e altri, poi raccolti in "Blind Date Party". Insomma, uno da cui aspettarsi musica fatta solo secondo le proprie regole, e non secondo "quello che chiede il mercato".

La realtà al contrario

In questa ottica, "YTI⅃AƎЯ" è un disco "normale": un paio di anticipazioni poi l'album completo. Pochissime dichiarazioni ("Volevo fare un disco che si occupasse del clima attuale e sollecitasse la gente, l'amore, la gentilezza, la rabbia, risvegliando i sensi, una nuova introduzione alle cose fondamentali della vita"). L'unico guizzo è stato un video di sei ore di rumori ambientali una canzone, "Natural information".

Ma il punto è che la normalità di Bill Callahan è di un altro livello: come ha notato Giovanni Ansaldo su Internazionale, le sue canzoni hanno un potere catartico e questo album continua ad arricchire un canzoniere di altissimo livello. Se vogliamo, oggi Callahan è più convenzionale, sia nei temi che negli arrangiamenti delle canzoni, sia che abbiano una struttura minimale su cui svetta il vocione, come "Lily", sia che giochino con suoni più complessi, come l'iniziale "Lily" o come l'iniziale "First bird" (con cori e fiati). O come il capolavoro del disco, "Coyotes": un'altra canzone d'amore che ricorda Joni Mitchell e non solo nel titolo, un brano di quello che ti tagliano in due.

"YTI⅃AƎЯ" è un disco lungo, di brani spesso lunghi (quattro sopra i sei minuti), perché la complessità delle emozioni richiede spazio, tempo e attenzione. Nel suo genere, una delle cose più belle uscite quest'anno.

Tracklist

01. First Bird (05:01)
02. Everyway (05:32)
03. Bowevil (03:59)
04. Partition (06:03)
05. Lily (05:14)
06. Naked Souls (06:26)
07. Coyotes (06:27)
08. Drainface (04:07)
09. Natural Information (05:33)
10. The Horse (03:32)
11. Planets (06:11)
12. Last One At The Party (04:02)
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