«MIDNIGHTS - Taylor Swift» la recensione di Rockol

Taylor si riprende il suo regno (non senza polemiche)

La cantautrice esce dal bosco e con "Midnights" ritrova la strada del pop. Il resto sono chiacchiere

Recensione del 21 ott 2022 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Mentre si aggirava per i boschi del Wisconsin per ritrovare in “Folklore” e “Evermore” la sé stessa degli esordi, quando da stellina del country giocava a diventare l’erede di Shania Twain, altre reginette del pop ne hanno approfittato per occupare il suo regno: da Billie Eilish a Dua Lipa, da Olivia Rodrigo a Camila Cabello, in molte speravano che in fondo Taylor Swift non trovasse più la via d’uscita e che si perdesse una volta per tutte. Sbagliavano, ovviamente. Con “Midnights” la 32enne cantautrice statunitense da più di 120 milioni di copie vendute a livello mondiale torna per prendersi il suo regno, spazzando via potenziali rivali. Anche in modo piuttosto spregiudicato. Come? Semplice: spersonalizzando il loro stile, appropriandosene. E rielaborandolo a modo suo, in maniera ultrapop.

Pazienza se da stanotte, quando l’atteso “Midnights” è finalmente uscito sulle piattaforme a due mesi dall’annuncio sul palco degli MTV Video Music Awards (i troppi ascolti simultanei avrebbero mandato per qualche minuto in tilt Spotify), i fan di Billie Eilish stanno discutendo animatamente su Twitter con l’esercito degli Swifties – i suoi supporter si chiamano così – accusando la popstar di aver spudoratamente scopiazzato qui e là nei pezzi di “Midnights” il sound della voce di “Bad guy”. Taylor Swift ha sempre dimostrato di essere disposta a tutto pur di non perdere nemmeno un centimetro dell’impero multimilionario che si è costruita negli ultimi anni. Non sono meno furiosi i fan di Lorde, che in realtà nel pop di questi anni è sempre stata una voce fuori dal coro e non può essere certo considerata una potenziale concorrente di Taylor Swift, per il passo di lato che ha fatto prima con “Melodrama” e poi con “Solar power”.

Non hanno tutti i torti, però. Ad ascoltare i tredici pezzi di “Midnight” si direbbe che la vera reference a livello di sonorità e atmosfere, più che il pop alternativo di Billie Eilish, sia quello pop sognante della cantautrice neozelandese, tutto tastiere, bassi potentissimi, sintetizzatori e beat. Qui rivisitato alla maniera di Taylor, che già in "1989" aveva giocato con sonorità elettroniche. Sarà che condividono il produttore, Jack Antonoff, ma in certi passaggi le assonanze sono fin troppo marcate, come mai lo erano state in questi anni (Antonoff lavora con Taylor Swift dal 2014 e con Lorde dal 2017). “Vigilante shit”, scritta insieme fidanzato Joe Alwyn (l’attore, sotto lo pseudonimo di William Bowery, che usa anche qui, aveva già firmato brani di “Folklore” e “Evermore”), con quelle armonie vocali e quell’uso dei sintetizzatori e delle programmazioni sembra uscire fuori da “Pure heroine”. Il fill di batteria che si sente al minuto 2.36 di “Lavender Haze”, il brano che apre il disco (c’è lo zampino di Zoe Kravitz e di Mark Spears, quest’ultimo già al fianco di Kendrick Lamar), sembra essere una citazione di quello iconico di “In the air tonight” di Phil Collins che Lorde campionò cinque anni fa in “Hard feeling/Loveless”. E, come se non bastasse, in “Mastermind”, sembra esserci un sample non dichiarato di “Supercut”, altro pezzo di “Melodrama” di Lorde.

Di suo Taylor aggiunge quel songwriting impeccabile di cui è maestra assoluta (“Anti-Hero”, sulla fatica a gestire una vita dalle dimensioni gigantesche; “Snow on the beach”, frutto dell’incontro con Lana Del Rey, che racconta le emozioni di un innamoramento), tanto da essere pure invitata a fare conferenze sul tema, e quel talento nel riuscire a scrivere melodie iper catchy che ti si aggrappano addosso al primo ascolto (“You’re on your own, kid”, “Bejeweled”, “Karma”). E dici poco, verrebbe da commentare. Senza dimenticare la sua capacità di fare un’epica delle piccole storie. Che nel caso di “Midnights” sono quelle pensate, immaginate e vissute in sogno nel cuore della notte in tredici notti insonni, tra ambizioni e paure. Il resto sono solo chiacchiere.

Tracklist

02. Maroon
03. Anti‐Hero
06. Midnight Rain
07. Question…?
08. Vigilante ****
09. Bejeweled
11. Karma
13. Mastermind
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