«LEGEND - John Legend» la recensione di Rockol

LEGEND, un disco lungo e senza slanci per John Legend

Ottavo disco per il cantante dell'Ohio. Pieno di canzoni e featuring, ma poche idee.

Recensione del 14 set 2022 a cura di Michele Boroni

Voto 6.5/10

La recensione

E' piuttosto evidente a tutti di come John Legend  abbia un'alta considerazione di sé stesso, avendo deciso di adottare questo nome (all'anagrafe John Roger Stephens) fin dal suo album di debutto del 2004 - forse il fatto che all'epoca frequentasse assiduamente Kanye West spiega molte cose. 
Arrivato al suo ottavo album e avendo vinto tutto il vincibile – un Oscar per la miglior canzone, un Tony Award per il teatro, un Emmy per la tv e ben undici Grammy – è evidente che l'autostima abbia raggiunto livelli altissimi, al punto da intitolare questo ultimo disco “LEGEND” (tutto maiuscolo) e accompagnandolo a dichiarazioni un po' altisonanti come "Questo sono io che dico che sono orgoglioso di quello che sono, sono fiducioso nel lavoro che ho fatto e lo dichiaro".

Peccato che tutto questo accada nel suo disco più debole, seppur imponente: è un disco doppio, diviso in due “atti”, con 24 canzoni, per 80 minuti di musica, infiniti in certi tratti. 
LEGEND è appunto diviso in due ACTS  tematici: il primo racconta un sabato sera frizzantino, tutto piacere, ballo, lussuria, un po' di additivi e tanto sesso. Non si era mai sentito un Legend così spinto, e per questo si fa accompagnare da qualche rapper godurioso come Rick Ross o Ty Dolla $ign. Ma ci sono anche altre partecipazioni dalla sensuale Amber Mark (“Fate”) alla morbida Jazmine Sullivan (“Love”). In questo disco si trovano i singoli che sono usciti durante l'estate come “Dope” (con JID) e la leggerina “All she wanna do” insieme a Saweetie.  Qui c'è la co-produzione da Ryan Tedder di OneRepublic insieme ad altri più moderni coe Tone e Some Randoms e in un pezzo ci sono anche i The Free Nationals. Insomma, tanto carne al fuoco, dove si mescola neo-soul, bossanova, r&b e pezzi più uptempo. Tutto però molto leggero ed evanescente, ed è un peccato, conoscendo le potenzialità di Legend sia come voce (e l'ultimo concerto visto quest'estate al Lucca Summer Festival lo testimonia) sia come capacità di scrittura (il suo disco “Darkness and Light” del 2016 rimane eccellente, come pure “Wake up!” insieme ai The Roots sulle canzoni di protesta afroamericane). 

Ma la parte ancora più debole del disco è quella del secondo atto, in cui prevale il Legend più riflessivo e intimo che rispecchia i propri moti dell'anima. Qui una serie di ballad tutte di devozione e amore per la moglie Chrissy Teigen - sempre molto presente nella narrazione social che fa costantemente su Instagram (54 milioni di follower) – e dove in un brano (“Pieces”) si fa anche riferimento al figlio perduto nel 2020 dopo il parto in “Pieces”. Non solo brani slow qui, c'è anche un reggae molto pop  (“I Want You to Know”) o l'r&b un po' jazz di “Honey”. Qui i feat sono tutti femminili visto che è il tema dominante, e che culmina con “Wonder Woman” dedicato a tutte le donne della sua vita, accompagnato dalla soul band dei Dap Kings. 
Purtroppo però in questa parte la noia prevale, e sinceramente non si capisce perché John Legend abbia voluto fare un disco così lungo e piuttosto monocorde.

Tracklist

#1
01. Rounds (feat. Rick Ross) (03:54)
02. Waterslide (03:05)
03. Dope (feat. JID) (02:38)
04. Strawberry Blush (feat. Free Nationals) (03:15)
05. Guy Like Me (02:39)
06. All She Wanna Do (03:11)
07. Splash (feat. Jhené Aiko & Ty Dolla $ign) (03:54)
08. You (02:53)
09. Fate (feat. Amber Mark) (03:31)
10. Love (feat. Jazmine Sullivan) (02:53)
11. One Last Dance (04:01)
12. All She Wanna Do (with Saweetie) (03:15)

#2
01. Memories (02:55)
02. Nervous (03:08)
03. Wonder Woman (02:48)
04. Honey (with Muni Long) (02:20)
05. I Want You To Know (03:31)
06. Speak In Tongues (feat. Jada Kingdom) (03:48)
07. The Other Ones (feat. Rapsody) (03:38)
08. Stardust (04:16)
09. Pieces (03:18)
10. Good (feat. Ledisi) (04:27)
11. I Don't Love You Like I Used To (03:13)
12. Home (04:31)
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