«GROWING UP - Linda Lindas» la recensione di Rockol

La brillante giovinezza punk delle Linda Lindas

La giovanissima band tutta al femminile debutta con “Growing up”: la prova che è solo l'inizio

Recensione del 11 giu 2022 a cura di Elena Palmieri

Voto 8/10

La recensione

Per la giovanissima band delle Linda Lindas tutto ha praticamente preso la piega giusta grazie a un video live del brano "Racist, sexist boy”, condiviso in rete nel maggio del 2021 e diventato poi virale sui social. Capace di raccogliere consensi di artisti del calibro di Tom Morello dei Rage Against the Machine, la formazione ha colpito non solo per la tenera età delle musiciste, tutte asiatiche o latine e di età compresa tra gli 11 e i 17 anni. Le Linda Lindas, infatti, hanno fatto centro soprattutto grazie alla potenza e alla furia punk rock nel raccontare con la loro canzone un’esperienza personale accaduta prima dell’arrivo della pandemia all’11enne batterista e cantante Mila de la Garza, alla quale un compagno di scuola ha rivolto un commento razzista e sessista. Insieme a lei, le chitarriste Bela Salazar, di 17 anni, e la 15enne Lucia de la Garza, con la bassista 14enne Eloise Wong, formano un concentrato di vitalità, ambizione, ribellione adolescenziale, rabbia e attitudine riflessiva.

Nel dare voce a tutti i loro impulsi, queste piccole riot grrrl si lanciano in sfrenate corse punk rock per urlare ansie, pensieri o messaggi femministi e contro le discriminazioni, seguendo l’esempio di veterane della scena come le Bikini Kill. Proprio per Kathleen Hanna e compagne le Linda Lindas, nate a Los Angeles nel 2018 come cover band per bambini su iniziativa di Kristin Kontrol delle Dum Dum Girls, salvo poi consolidarsi come gruppo stabile e maturare le prime esperienze live, si sono ritrovate ad aprire anche un concerto. Quest’esperienza ha permesso alla giovane formazione losangelina di arrivare a pubblicare nel 2020 la canzone "Claudia Kishi” per il documentario Netflix “The Claudia Kishi Club”, e l’anno successivo due brani per la colonna sonora del film “Moxie”, le cover di “Rebel girl” delle Bikini Kill e di “Big mouth” dei Muffs.

È grazie a "Racist, sexist boy”, però, che le Linda Lindas sono riuscite a catturare l’attenzione dell’etichetta fondata da Brett Gurewitz dei Bad Religion, la Epitaph Records, e a mettere a segno il debutto discografico con l’album “Growing up”. La semplicità del titolo e della copertina, con il quartetto in versione cartone animato, però, non deve trarre in inganno. Il disco, infatti, è tutt'altro che sciocco o sempliciotto. Rispetta sì la freschezza e la genuinità proprie della loro giovane età, ma l’album d’esordio delle Linda Lindas stupisce per essere un lavoro strutturato, godibile, capace di mettere in risalto l’abilità delle quattro piccole punk.

Grinta ed entusiasmo, uniti a franchezza e scrupolosità, sono gli ingredienti principali delle dieci tracce di “Growing up”, per poco più di venticinque minuti di musica. Dall’esplosività di brani come “Oh”, che apre il disco, e dalla potenza rabbiosa di pezzi come "Fine" e il succitato "Racist, sexist boy”, fino ai momenti pop più orecchiabili della title track o di "Talking to myself" e “Magic”, le Linda Lindas condividono tanto i loro mondi interiori che il loro sguardo su ciò che le circonda con lucidità e profondità. “How life just keeps on giving / Despite all my bad decisions / I’m still here and I’m still living”, recita un passaggio della terza canzone dell’album, mentre il ritmo accattivante ricorda il piglio più allegro delle Dream Nails. “We’ll sing to people and show / what it means to be young and growing up”, è invece una sorta di slogan della giovane band che emerge con vigore, un po’ alla L.A. Witch, dal brano che dà il titolo all’album. Senza arrivare a stravolgere un genere o a introdurre grandi novità, “Growing up” diventa comunque la prova che per le Linda Lindas è solo l’inizio, e che molto altro può ancora venire.

Tracklist

01. Oh! (02:35)
02. Growing Up (03:06)
03. Talking To Myself (02:22)
04. Fine (02:02)
05. Nino (01:49)
06. Why (02:19)
07. Cuántas Veces (03:13)
08. Remember (03:39)
09. Magic (02:36)
10. Racist, Sexist Boy (01:49)
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