«MINIONS: THE RISE OF GRU ORIGINAL SOUNDTRACK - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Per i Minions, Antonoff fa cantare gli anni 70 agli artisti indie

La colonna sonora del nuovo film Illuminations è una divertente compilation. Solo divertente.

Recensione del 05 lug 2022 a cura di Michele Boroni

Voto 7/10

La recensione

Un paio di mesi fa un giornalista americano chiedeva al boss di Coachella che cosa rispondeva a chi accusava il festival di essere diventato troppo mainstream. La sua risposta serafica e secca fu "è il mondo che è diventato mainstream". Concetto semplice e, a mio parere, inattaccabile. In un certo senso questa colonna sonora/compilation ne è la riprova. 

La genesi del disco

Nel 2021 il produttore pluripremiato Grammy Jack Antonoff, cioè colui che è stato responsabile del suono degli ultimi dischi di St. Vincent, Taylor Swift, Lana Del Rey, Lorde e Florence & The Machine, viene chiamato da Chris Meledandri, gran capo di Illumination, la casa di produzione francese della saga dei Minions, per proporgli di dirigere la colonna sonora del nuovo film “Minions: The Rise of Gru”.
Il film è una sorta di prequel ed è ambientato negli anni '70, perciò il progetto è quello di prendere artisti contemporanei ma che siano davvero nel solco della tradizione della grande musica di quel tempo e farli registrare  versioni di canzoni dell'epoca con una tecnica mista, metà moderna e metà analogica. 
Illumination è da sempre molto attenta all'uso della colonna sonora e delle canzoni nei loro film, basti solo ricordare che la superhit “Happy” di Pharrell Williams era la colonna sonora del film del 2013 “Cattivissimo Me 2”. 
Antonoff che ha 38 anni, ma ha una predilezione per la musica seventies, è riuscito in poco tempo a coinvolgere un manipolo di artisti di grande spessore che sono partiti dalla scena indipendente da Thundercat a Phoebe Bridges, da Brittany Howard a Caroline Polachek, passando per i Gary Clark Jr e Weyes Blood. 

Le canzoni 

Questo disco va ascoltato come un divertissment, o meglio, come una compilation, quale in fondo è, e contiene almeno 3-4 interpretazione che, da sole, valgono il voto assegnato al disco. 
E diciamo subito quali sono. La versione di "Goodbye to Love" di Phoebe Bridgers, con la sua voce inquietante rende questo classico dei Carpenters irresistibile anche con quei fiati finali un po' beatlesiani. Kali Uchis si cimenta con Desafinado il grande classico di Joao Gilberto e Stan Getz e, nonostante le mille versioni ascoltate, sa dare un tocco di originalità, mentre la versatile Brittany Howard si unisce a Verdine White, che degli EW&F è il bassista, per una calda versione di “Shining Star”.
“You're not good” di Linda Ronstadt, cantata da Weyes Blood è un altro piccolo colpo al cuore: da una parte perché si dà il giusto riconoscimento a una canzone sublime, il secondo perché la voce fuori dal tempo di Weyes Blood riesce a farla andare in altre direzioni. Il solo rammarico è che probabilmente il testo della canzone sarà usata solo nel senso del “non essere buoni” e non utilizzando il bel testo di Clint Ballard Jr. nel suo significato originale da breakup song sull'abbandono di un amante cattivo. 

I limiti del mainstream 

Ecco, in molte di queste versioni, corrette dal punto di vista dell'interpretazione e dell'arrangiamento, manca quell'anima che invece era arte pulsante, provocatoria e pericolosa usata dalle generazioni più giovani per combattere i sistemi degli adulti, con il risultato che quelle stesse canzoni diventano impotenti, usate come armi per la nostalgia o comfort food per quei giovani che ora sono diventati adulti. 
Per tornare al discorso iniziale, il rischio vero della trasformazione di tutto quanto in mainstream è un po' quello di diventare solo semplice intrattenimento e niente più. Certo, farà conoscere a un gruppo giovanissimo e vastissimo un gruppo di strepitose canzoni, ben eseguite, ma togliendo loro buona parte dell'anima.
C'è anche un pezzo originale all'interno del disco eseguito da un accoppiata pazzesca come Diana Ross e Tame Impala: “Turn up the Sunshine”, pezzo caruccio ma che non fa emergere nè la classe della prima né lo stile degli altri. 

TRACKLIST

"Turn Up The Sunshine” – Diana Ross ft. Tame Impala
“Shining Star” – Brittany Howard ft. Verdine White (Earth, Wind & Fire 1975)
“Funkytown” – St. Vincent (Lipps Inc in 1979)
“Hollywood Swinging” – BROCKHAMPTON (Kool & The Gang 1974)
“Desafinado” – Kali Uchis (Stan Getz & Joao Gilberto 1959)
“Bang Bang” – Caroline Polachek (Nancy Sinatra 1966)
“Fly Like an Eagle” – Thundercat (Steve Miller Band 1976)
“Goodbye To Love” – Phoebe Bridgers (The Carpenters 1972)
“Instant Karma!” – Bleachers (John Lennon 1970)
“You’re No Good” – Weyes Blood (Linda Ronstadt 1975)
“Vehicle” – Gary Clark Jr. (The Ides of March 1970)
“Dance to the Music” – H.E.R. (Sly and The Family Stone 1967)
“Black Magic Woman” – Tierra Whack (Santana 1970)
“Cool” – Verdine White
“Born To Be Alive” – Jackson Wang (Patrick Hernandez 1979)
“Cecilia” – The Minions (Simon & Garfunkel 1970)
“Bang Bang” – G.E.M. (Nancy Sinatra 1966)
“Kung Fu Suite” – RZA
“Minions: The Rise of Gru Score Suite” – Heitor Pereira

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