«OFFICIAL RELEASE SERIES DISCS: ELDORADO - Neil Young» la recensione di Rockol

Gli anni '80 di Neil Young

Il nuovo volume delle "Official Release Series" di Neil Young ristampano l'EP perduto "Eldorado"

Recensione del 30 apr 2022 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Arriva in questi giorni una nuova informata di pubblicazioni di Neil Young . Niente bootleg ufficiali dal vivo, o album mai pubblicati: questa volta si tratta delle "Official Release Series Discs 13, 14, 20 & 21”, ovvero le ristampa di “Hawks & Doves” (1980), “Re*Ac*Tor" (1981) “This Note’s for You” (1988) e soprattutto dell'EP "Eldorado". Il motivo per cui queste ristampe passano dal volume 14 al 20 è che in mezzo c'è il buio periodo di 5 album con la Geffen, da cui Young riemerse con e “This Note’s for You”  e appunto "Eldorado" per poi arrivare a "Freedom", il disco della rinascita.

"Eldorado" è uno dei “sacri graal”  della vastissima discografia dici sono: oggetti e registrazioni inediti oppure difficili da trovare, non ripubblicati per lunghi periodi. Nnon si tratta di un album inedito come quelli recuperati negli ultimi anni dal rocker, quanto di una pubblicazione abbastanza rara. Venne stampato nel 1989 solo in Australia e Giappone, e al tempo suscitò recensioni entusiastiche, come quella di "Uncut": “The simple fact is that 'Eldorado" is probably the greatest guitar rock album ever".  L’EP viene ripubblicato  la prima volta in oltre 30 anni nel box uscito ieri, 29 aprile.

Gli anni '80 di Neil Young

Gli anni ’80 sono forse il periodo più controverso della carriera di Young, con i 5 dischi pubblicati per la Geffen tra l'82 e l'87 che lo allontanarono tanto dal pubblico quanto dalla critica, tra sperimentazioni elettroniche ("Trans"), rockabilly ("Everybody's rockin), country ("Old ways"). 
Le cose iniziarono a rimettersi in pista alla fine del decennio: nell’88 uscì “This Note’s for You”, attribuito ai Bluenotes, una big band dedicata ad un "intricately arranged blues" e con una sezione fiati: si fece notare soprattutto per la title-track e il video (diretto da Julien Temple) in cui Young attaccava Michael Jackson, Whitney Houston e in generale i colleghi che si prestavano alla pubblicità. Young venne bandito da MTV.
Lo stesso anno, il ritorno con Crosby Stills & Nash per "American dream", il secondo album in studio del quartetto a quasi 30 anni da “Deja vù”: la ricezione fu tiepida e lo stesso Young disse “Un bel tentativo che non arrivò al risultato”. Ma la rinascita vera e propria di Young sarebbe arrivata solo nel 1989 con “Freedom”.

Eldorado, "the greatest guitar rock album ever"

Prima del disco - aperto e chiuso da “Rockin’ in the free world”, una delle canzoni simbolo della carriera di Young - arrivò appunto "Eldorado". Stranamente venne pubblicato solo in Asia e Australia: 5 canzoni incise con i Restless, ovvero Chad Cromwell alla batteria e Rick "The Bass Player" Rosas al basso, i Bluetones ridotti ad un power trio. È questo suono secco e diretto che ha fatto amare l’EP ai fan, riportando Neil Young ad un rock semplice, soprattutto in “Cocaine Eyes” ed “Heavy Love”. Le due canzoni sono poi quasi sparite dalla discografia: le altre tre - “Don’t dry”, la cover di “On broadway” ed “Eldorado” - vennero poi incluse in una versione leggermente diversa in “Freedom”, album generalmente inciso con più musicisti e che venne appunto salutato come il ritorno di Neil Young.

Delle canzoni, “Cocaine Eyes” è forse la più leggendaria: si apre con una scarica di feedback, con una conversazione in sottofondo (“That's Loud”, "Sounds good, though”) e prosegue con un’intensità che nella musica di Young non si sentiva da tempo. Si dice che fosse dedicata all’amico/rivale Stephen Stills e alle sue dipendenze durante il periodo di “American dream”: "It's a long hard road when your friends start to leave you behind/It's a long hard road when you try to find peace of mind. Some might go for poison and some go for too much stuff, some just go to sleep at night and forget to wake up. Cocaine eyes can't hide your face It's no surprise You lose the race again"

In definitiva: le canzoni davvero rare sono solo due, ma sono davvero notevoli e questo è un pezzo di storia importante della discografia di Neil Young, che finalmente rivede la luce nella sua versione originale. Peccato solo che questo box non comprenda anche "Freedom", che è la puntata successiva di questa parte di storia.

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