Un pesce di nome Lucio

Un pesce di nome Lucio
Va bene, abbiamo scherzato. Però, diciamocelo: lo scherzo era ben congegnato. Pure troppo, tanto è vero che sono stati molti ad abboccare: migliaia di nostri visitatori (che erano il primo obbiettivo della beffa: una volta all’anno…) ma, soprattutto, parecchi giornali “importanti”. Che poi sono gli stessi che, molto spesso, si appropriano delle notizie di Rockol senza nemmeno scrivere da dove le hanno prese “in prestito”. E nemmeno questa volta sono arrivate alla redazione richieste di verifica, che (forse) avrebbero evitato qualche magra figura. Al contrario, abbiamo assistito a comici tentativi di appropriazione della notizia, cosicché presunti scoop si sono trasformati in boomerang. C’è stato, è vero, qualcuno che ha subodorato l’inganno, e ha fatto largo uso di condizionali e di dubitativi; c’è stato anche chi, sulle prime, ha creduto fino in fondo alla notizia avvelenata - come il “Corriere della Sera”, che nella prima edizione ha aperto la pagina degli spettacoli con un titolo su sette colonne: «Battisti, il nuovo album si aggrappa al passato» (non possiamo suggerirvi di andarvi a leggere l’articolo, perché il quotidiano più autorevole d’Italia ha poi, nelle successive edizioni, cambiato l’impaginazione e il titolo: «Nuovo disco di Battisti. Ma è un pesce d’aprile»). A un giornalista del “Corriere” - un redattore della Cultura, appassionato di enigmistica - va comunque il merito di essere stato l’unico a cogliere il significato nascosto nelle iniziali dei titoli delle dodici canzoni.
Significato che invece “Repubblica” non ha intuito; però il quotidiano romano ha annusato lo scherzo (il titolo è «Battisti in Internet, ma è un pesce d’aprile»), anche se ha commesso due errori. Il primo, grossolano: riferendosi alla scritta “Registrato e mixato da C. Porter”, che figura sul sito da noi costruito (www.luciobattisti.com: è ancora aperto, andatelo a vedere), ha pensato che si trattasse di un indizio, e che il “C. Porter” fosse Cole Porter («ipotesi quanto meno inverosimile, salvo credere nella reincarnazione»). Invece l’informazione era del tutto credibile: perché Chris Porter è colui che ha registrato e mixato “Hegel”, l’album di Battisti del 1994 (basta controllare sul libretto del Cd). L’altro errore di “Repubblica” sta nell’aver fatto intendere che «il notiziario via Internet Rock On Line» avrebbe abboccato allo scherzo: peccato che noi ne siamo stati gli autori, e non le vittime!
Agli altri giornali (sono tanti: “Il Giorno” e “L’Unità”, “Il Tempo” - un paginone intero! - e “Il Messaggero”, “La Stampa” e “L’Avvenire”) che hanno ripreso, a volte replicandola pari pari, la notizia di Rockol (titolo compreso), mandiamo un affettuoso saluto e un ringraziamento per l’attenzione che ci dedicano.
Comunque: speriamo che vi siate divertiti, e che abbiate apprezzato il fatto che i telegiornali (Studio Aperto, TG 2, TG 5, per citare solo quelli che abbiamo visto finora) abbiano concordemente eletto il nostro come miglior pesce d’aprile dell’anno. Ringraziamo in particolare Gianluca Nicoletti di “Golem”, che questa mattina ha aperto il suo programma radiofonico dedicando ampio spazio alla nostra burla, e ringraziamo gli amici di http://www.luciobattisti.net, che sono stati i primi a complimentarsi con noi, e hanno persino aperto una pagina - http://www.luciobattisti.net/asola.htm - dedicata al “nostro” nuovo disco di Battisti.
Un personale ringraziamento, da colui che ha ideato la tracklist dell’album, va a Mario Lavezzi, da sempre collaboratore e amico di Lucio Battisti, che ieri sera - consultato da un giornalista - ha ritenuto “del tutto credibile” l’elenco delle canzoni.
E mandiamo un saluto anche a Lucio Battisti, che ci ha ispirati e guidati spiritualmente. Chissà che non ci posti una email!


P.S.: Ecco tutti gli indizi sparsi che avrebbero dovuto mettere in guardia le nostre vittime:

1 - il sito luciobattisti.com si apre con la figura di un aquilone; i più ferrati in materia avranno pensato a un riferimento alle edizioni musicali di Battisti (L’aquilone), e invece era la forma a dover far sospettare: l’aquilone ha la forma di un rombo, e il rombo è un pesce.

2 - le prime lettere dei titoli delle dodici canzoni, lette in sequenza, formano le parole “pesce d’aprile”.

3 - il titolo della settima canzone, “Amo o non amo?”, era un esplicito invito a… non abboccare.

4 - ma anche il titolo dell’album: si scrive “L’asola”, ma si legge (alla romana) “La sola”, ovvero l’imbroglio.

5 - e il nome della casa discografica: TINCAnto (anche la tinca è un pesce).

6 - i giorni di inizio prenotazione sono due venerdì: giorni in cui, ovviamente, si mangia pesce.

7 - se poi leggete in sequenza le iniziali dei cinque titoli dei quali si danno disponibili i samples sonori…
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