Matia Bazar: un disco di cover senza dimenticare la nostra anima

Matia Bazar: un disco di cover senza dimenticare la nostra anima
E’ nei negozi da pochi giorni il secondo volume di “One1 two2 three3 four4”, il nuovo lavoro dei Matia Bazar.
Il primo capitolo di questo “viaggio nel tempo” è stato pubblicato nel 2007, la seconda uscita completa ora la raccolta di cover, canzoni del repertorio italiano “smontate e rimontate” dai quattro musicisti.
Giancarlo Golzi, Fabio Perversi, Piero Cassano e la cantante Roberta Faccani, entrata in formazione nel 2005, si cimentano infatti in un’impresa particolare: rendere omaggio a tutti i gruppi nazionali, di oggi e di ieri, che hanno la loro stima.
Si parte dagli anni Sessanta con “C’è una strana espressione nei tuoi occhi” dei Rokes, e si arriva ai giorni nostri con “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica, passando per la musica dei New Trolls, Le Orme, i Camaleonti e molti altri, compresi i Righeira.
“E’ un progetto che nasce da tutti quanti noi con l’intento di omaggiare le band che hanno scritto pagine indimenticabili della musica italiana in un arco lungo quasi un quarantennio”, ha spiegato Cassano, “siamo contenti di questo lavoro, ci siamo arricchiti musicalmente. Riaprire queste canzoni, capire come sono state strutturate e metterci in competizione con gruppi recenti come Le Vibrazioni e i Subsonica è stata una bella avventura”.
Mentre l’omaggio ai gruppi del passato è stato dettato dalla volontà di selezionare “quelli che secondo noi hanno segnato l’inizio di una nuova forma di comunicazione, non per forza quelli che hanno venduto di più”, le band recenti sono state scelte con il criterio di “scovare quelli che raccoglieranno il testimone”, con l’augurio che possano godere di una carriera lunga più di 30 anni come la loro.
Si passa quindi da “Amico di ieri” a “L’ora dell’amore”, che si intervallano con canzoni che abbiamo sentito suonare la prima volta pochi anni fa, come “Dedicato a te” o la più stagionata “Il mio corpo che cambia” dei Litfiba.
Trova spazio anche un medley di tre canzoni apparentemente differenti, che convivono però armoniosamente in un unico brano: si tratta di “Che sarà”, “Le ragazze” e “La terra dei cachi”.
“E’ la forma più veloce per poter raggruppare in breve tempo il lavoro di artisti che ci stanno a cuore e non volevamo lasciare fuori da questo disco”, ha raccontato Giancarlo Golzi, “i Ricchi e Poveri con la loro grande vocalità, Elio e Le Storie Tese con le loro capacità musicali ineccepibili e un’ironia inimitabile, i Neri per Caso perché hanno avuto un coraggio da leoni a presentarsi al grande pubblico senza l’ausilio di strumenti musicali”.
La parte più consistente del lavoro dei Matia Bazar è cominciato però dopo la scelta delle canzoni da inserire in “One1 two2 three3 four4”, ovvero quando ognuno dei brani selezionati doveva essere rivestito di una nuova identità musicale: la loro.
Un filo conduttore doveva legare canzoni nate in un contesto elettronico (nel caso dei Subsonica), rock (Litfiba) o pop (Righeira), imponendo lo stile dei quattro musicisti senza però tradire la versione originale o creare confusione.
Ecco quindi quale è stato il loro approccio per raggirare ogni ostacolo: “Abbiamo affrontato le canzoni come se si trattasse di pezzi nostri, fatti da noi, quindi spogliandole di quello che era l’arrangiamento originale, mantenendo la linea melodica e rivestendole alla nostra maniera. Se avessimo fatto diversamente si sarebbe trattato di una mera ripetizione, semplici cover, un’idea che non ci apparteneva”.
Inoltre, ha precisato Golzi, si è dovuto tenere conto di un particolare molto rilevante per l’identità musicale dei Matia Bazar: dare risalto alla voce femminile, quella della cantante Roberta.
Un disco omaggio, quindi, ma senza mettere in ombra l’anima del gruppo.
“Stiamo già portando in tour questo progetto”, ha spiegato Golzi, “durante i concerti, oltre alle nostre canzoni, abbiamo voluto ricavare uno spazio di venti minuti in cui suoniamo un medley che mescola i brani contenuti in questi ultimi due dischi”.
A partire dal prossimo anno i Matia Bazar torneranno però alla loro “vocazione naturale”, ovvero quella cantautorale, anche se di fatto non hanno mai smesso di scrivere canzoni, come ha precisato Fabio Perversi: “Proprio grazie al lavoro svolto su canzoni scritte da altri, ci sentiamo stimolati a provare nuove soluzioni armoniche”.
I Matia Bazar promettono quindi brani inediti, che potrebbero vedere la luce già nel 2009: nel frattempo i fan potranno viaggiare nel tempo (e magari scoprire canzoni che non conoscevano) con i due nuovi dischi, già disponibili nei negozi.
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