Sanremo: “Non sono un cantautore impegnato”, parla Moro

Sanremo: “Non sono un cantautore impegnato”, parla Moro
I PQuadro sono felicissimi, Stefano Centomo non ci crede ancora, Fabrizio Moro resta con i piedi per terra. Queste in estrema sintesi le reazioni della mattina dopo dei primi tre classificati tra i giovani del 57° Festival della canzone italiana. Una conferenza stampa particolarmente vivace che ha evidenziato le doti di comunicazione dei PQuadro e un vincitore senza grilli per la testa.
Stefano Centomo, secondo classificato, dice di essersi affidato a uno spirito guida: “Ho un sesto senso che mi ha detto: prova con questo pezzo. E’ andata bene anche se qualche giudizio della giuria di qualità non lo condivido”. Sull’operato della giuria di qualità sono stati molto più critici i PQuadro, terzi classificati: “Non possiamo piacere a tutti, è andata bene così, siamo consapevoli che l’esibizione di ieri sera non sia stata perfetta, ma non possiamo accettare un 4 perché abbiamo già molte fans. Del resto avevamo già capito mercoledì sera che Fabrizio avrebbe vinto, giustamente, dopo la standing ovation che ha ottenuto in teatro”. Moro, che ieri sera ha replicato in diretta alla giustificazione data da Sergio Assisi per il voto basso, se la cava con una battuta sulle giurie di qualità: “Il Mondo è bello perché è vario”.
Fabrizio ha dichiarato di non credere di essere stato aiutato dal videoclip diretto da Marco Risi: “Credo mi abbia avvantaggiato più con voi giornalisti che con il pubblico di casa”, e ha ribadito di non voler essere etichettato: “Non sono un cantautore impegnato, dico anche tante stronzate nelle mie canzoni, non credo di rappresentare nient’altro che me stesso”.
Fabrizio, infine ha ricordato la sua prima esperienza a Sanremo nel 2000. “Sono perfettamente consapevole che se non venderò qualche disco non sarà successo proprio niente. Nel 2000, alla mia prima partecipazione al Festival ho fatto una pessima figura e mi sono tormentato parecchio perché ero consapevole di non essere riuscito a dare il massimo. Non credo che le mie delusioni passate possano influenzare negativamente il mio futuro. Sono convinto che sia giusto dare un’occasione di riscatto a chi si droga, a chi ruba e anche ha chi ha scritto una brutta canzone o ha cantato male”.
Dall'archivio di Rockol - I Campioni del 68° Festival: Ermal Meta e Fabrizio Moro con "Non mi avete fatto niente"
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