Comunicato Stampa: Yo La Tengo live a Roma e Bologna

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SORRIDI SORRIDI E SII PRONTO AD ESSERE FATTO PRIGIONIERO DELL’AMORE E DELLA CARICA INDIE-ROCK DELLA (FORSE) MIGLIORE BAND INDIPENDENTE USA YO LA TENGO dal vivo Lun. 29/05/06 - Roma @ Circolo degli Artisti dalle 21.00 – ingr. 15 euro 30/05/06 - Bologna @ Estragon - BOsound RockER biglietti in prevendita su ticketone ed abituali Eclettici, indipendenti, creativi… e dal vivo sono imperdibili, come conferma chi ha avuto l’occasione di vederli la scorsa estate ad Urbino all’interno di Frequenze Disturbate Nel giro dei oltre 20 anni di carriera gli Yo La Tengo sono diventati un punto di riferimento nella scena indie-rock grazie a un sound che sembra non conoscere confini. Dal noise rock al pop melodico, la band con base in New Jersey ha fatto impazzire critica e pubblico insieme. L'avventura comincia nel 1984, quando Ira Kaplan (chitarra e voce) e sua moglie Georgia Hubley (batteria e voce) formano una band e attaccano volantini un po' ovunque alla ricerca di musicisti che condividano la passione per Soft Boys, Mission of Burma e i Love di Arthur Lee. Rispondono decine di chitarristi e bassisti, ma fino al 1992 la lineup sarà in continuo cambiamento: Dave Schramm (chitarra) e Mike Lewis (basso) accompagnano il debutto della band nel 1986 (l'album "Ride The Tiger" è preceduto negli ultimi mesi del 1985 dai singoli "The River Of Water" e "A House Is Not A Motel", cover dei Love). Poi è la volta di Stephen Wichnewski, il cui basso accompagna la seconda release ("New Wave Hot Dogs", 1987): la critica rimane impressionata e conferma in pieno l'entusiasmo con cui aveva accolto il debutto della band; non solo, la cover dei Velvet Underground "It's Alright (The Way That You Live)", rivela l'enorme influenza del gruppo di Lou Reed sulla coppia Kaplan/Hubley e conferma nella loro opinione tutti coloro che avevano paragonato Yo La Tengo ai Velvet Underground. Una curiosità: questo paragone trova un sigillo definitivo nel 1996, quando la band interpreta sul grande schermo proprio i Velvet Underground nel film "Ho Sparato A Andy Warhol" (regia di Mary Harron). Però prima succedono ancora molte cose: nel 1989, per esempio, esce "President Yo La Tengo", l'album numero 3 con Gene Holder come bassista/produttore. L'anno successivo il chitarrista Dave Schramm torna in occasione di "Fakebook", una sorta di viaggio folk-pop acustico attraverso i punti di riferimento musicali del gruppo. L'album comprende riarrangiamenti di precedenti composizioni, inediti, cover di brani dimenticati ("Oklahoma U.S.A." dei Kinks, "You Tore Me Down" dei Flamin' Groovies, "Tried So Hard" di Gene Clark) e cover di brani assolutamente sconosciuti ("Emulsified" di Rex Garvin & the Mighty Cravers, "The One To Cry" degli Escorts, "Yellow Sarong" dei The Scene Is Now). La lineup definitiva arriva dopo meno di due anni grazie all'annessione del bassista James McNew (ex Christmas): il 1992 è l'anno di "May I Sing With Me", preceduto da un EP ("That Is Yo La Tengo") che nuovamente entusiasma la critica. L'album numero 4 passa con nonchalance dalle sonorità noise di "Mushroom Cloud Of Hiss" all'indie-pop di "Upside-Down", compresa la parentesi melodica di "Detouring America With Horns": un vero monumento alla versatilità. E il bello è che non finisce qui: dopo aver inciso per etichette gloriose della scena indipendente come Coyote e City Slang, nel 1993 Yo La Tengo firmano con Matador, pubblicano "Painful" e allargano ancora di più il loro spettro musicale. Nel 1995 "Electr-O-Pura" continua nella stessa direzione, zigzagando fra le reinvenzioni della British Invasion ("Tom Courtenay"), il folk di "Pablo And Andrea" e le sperimentazioni sonore di "Decora". Il 1996 è l'anno per i superfan: esce "Genius + Love = Yo La Tengo", doppio album contenente B-sides, rarità e inediti. Poi, dopo "I Can Hear The Heart Beating As One" (1997), l'album "And Then The World Turned Itself Inside Out" (2000) raggiunge la vetta delle classifiche indipendenti inglesi. Nell'aprile del 2001 la band partecipa al San Francisco Film Festival per accompagnare, con musiche scritte per l'occasione, le proiezioni di una serie di documentari marini del regista francese Jean Painlevé (1902-1989). Musiche che poi andranno a confluire nell'album strumentale "The Sounds Of The Sounds Of Science", pubblicato l'anno successivo. Yo La Tengo sono ormai un'istituzione e ogni loro nuovo album viene atteso con trepidazione, ma fan e critica devono attendere l'aprile del 2003 per vedere (e ascoltare) "Summer Sun": l'album piace, non entusiasma, ma il buon nome del gruppo rimane saldo come non mai. Quasi contemporaneamente viene pubblicano anche l'EP "Today Is The Day" che contiene tre brani registrati per "Summer Sun" ma mai pubblicati. Il traguardo dei vent'anni di attività viene superato e così il gruppo decide di pubblicare (nel marzo 2005) una doppia raccolta celebrativa, "Prisoners Of Love - A Smattering Of Scintillating Senescent Songs 1985-2003": 26 brani che ripercorrono una lunga carriera che ha seganto la storia dell'indie-rock a stelle e strisce. Si ringrazia per il testo la fonte MTV.it Informazioni al Pubblico: www.dnaconcerti.com - 06.47823484 – info@dnaconcerti.com
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