Se le canzoni di Lucio Dalla fossero fotografie

Nella raccolta "Sono Lucio", grazie alle foto di Ghirri, le canzoni di Dalla prendono "vita".
Se le canzoni di Lucio Dalla fossero fotografie
Credits: Luigi Ghirri - immagine non riproducibile

Alla vigilia del quindicesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 1° marzo 2012, e all’interno di una nuova stagione di attenzione dedicata alla sua figura artistica (il 12 settembre partiranno le riprese del film biografico “Lucio”, diretto da Ambrogio Lo Giudice), arriva una raccolta che celebra il genio senza tempo di Lucio Dalla. Si intitola semplicemente “Sono Lucio”, uscirà il 18 settembre - ma si può già preordinare qui, sul sito di Sony Music - ed è un viaggio dentro l’universo creativo di un artista capace di trasformare storie personali, personaggi naïf e immagini della quotidianità in racconti universali. Uno degli elementi più affascinanti dell’antologia è il dialogo tra musica e fotografia. La copertina - bellissima - e gli scatti all’interno del cofanetto portano infatti la firma di Luigi Ghirri, tra i più importanti fotografi italiani del secondo dopoguerra. E forse è proprio qui che nasce l'idea più affascinante dell'intero progetto: se le canzoni di Lucio Dalla fossero fotografie, probabilmente assomiglierebbero proprio a quelle di Luigi Ghirri. Entrambi hanno raccontato lo stesso Paese fatto di periferie, piccoli porti, cieli, animali, oggetti comuni e vite apparentemente marginali, trasformandoli in immagini capaci di parlare a tutti.

La copertina

La copertina ritrae Lucio Dalla in uno spazio aperto sul mare, probabilmente un piccolo approdo o una piazzetta affacciata sulla costa. Il cantautore bolognese è colto in un momento di apparente quotidianità: indossa un cappello chiaro, una giacca beige, pantaloni rosa chiaro e scarpe bianche, mentre tiene in mano un oggetto - forse del cibo - con cui sembra attirare l’attenzione di due cani. Sullo sfondo si apre il mare, punteggiato da piccole imbarcazioni, mentre ai lati della scena si riconoscono una jeep, una barca tirata in secca, reti da pesca, sedie rosse. L'immagine è profondamente dalliana: il mare, le barche, gli animali, un piccolo porto e una scena di vita ordinaria diventano il palcoscenico di un racconto silenzioso, proprio come accade nelle canzoni di Lucio Dalla, dove i luoghi più semplici si trasformano in spazi carichi di poesia e significato.

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Le foto di Luigi Ghirri e il legame con Lucio

Più ancora delle canzoni, sono le immagini a definire l'identità di "Sono Lucio". In un'antologia di grandi successi ci si aspetterebbe che il centro del progetto fosse esclusivamente la musica. Invece Sony Music sceglie di costruire un racconto visivo che restituisce anche la dimensione umana e poetica di Lucio Dalla. La fotografia di Luigi Ghirri non ha una funzione decorativa: diventa parte integrante della narrazione, offrendo una chiave di lettura dell’artista. Le immagini diventano il filo conduttore del progetto perché raccontano lo stesso universo evocato dalle canzoni: paesaggi marginali, piccoli porti, oggetti quotidiani, animali, luce naturale e gesti apparentemente insignificanti che, proprio come nei testi di Dalla, si caricano di significati universali. Dalla e Ghirri erano legati da un rapporto di amicizia e di stima reciproca. A partire dai primi Anni ‘80 il cantautore cominciò a commissionare al fotografo emiliano dei ritratti fotografici per le copertine dei suoi dischi (tra gli altri, anche quella di “Dalla/Morandi” del 1988, due anni dopo aver seguito Dalla a New York per documentare il suo tour americano). L’inizio di un sodalizio artistico e umano destinato a durare fino alla prematura morte di Ghirri, scomparso improvvisamente nel 1992 a causa di un infarto. «Ho sempre pensato che molto del lavoro svolto dai fotografi italiani avesse una sottile coincidenza con le intuizioni di alcuni cantautori italiani, non so, forse un’adesione o un interesse per un mondo o un paesaggio marginale, o per raccontare certe microstorie, e trasformarle in qualcosa che riguardi tutti», diceva Ghirri. A rendere ancora più personale il progetto è un dettaglio speciale: il titolo “Sono Lucio” compare nella calligrafia originale di Dalla, una firma simbolica che sembra quasi riportare direttamente la sua presenza all’interno della raccolta.+

Le canzoni (e i dischi più rappresentati)

La raccolta sarà disponibile in tre versioni fisiche: l’esclusivo doppio LP numerato colorato “Azzurro mare”, disponibile unicamente sul Sony Music Store; il doppio LP nero da 180g; il doppio CD. Le versioni in vinile e CD presentano alcune leggere differenze nella selezione dei brani, studiate per rispettare i limiti tecnici del formato LP e mantenere la migliore qualità audio possibile. Il CD, grazie alla maggiore capacità, include infatti una selezione ancora più ampia di brani, 31 in tutto. L’antologia attraversa circa trentacinque anni di carriera, dal 1967 al 2001. Il brano più antico è “Il cielo”, pubblicato originariamente nel 1967; il più recente è “La strada e la stella”, tratto da “Luna Matana” del 2001. Tre album rappresentano il cuore della raccolta: “Come è profondo il mare” (1977), “Lucio Dalla” (1979) e “Dalla” (1980). Dal primo arrivano tre brani fondamentali: la stessa “Come è profondo il mare”, “Disperato erotico stomp” e “Quale allegria”, canzoni che segnano l’inizio della nuova identità artistica del cantautore. Da “Lucio Dalla” vengono invece alcuni dei suoi racconti più celebri: “L’anno che verrà”, “Anna e Marco”, “Stella di mare” e “L’ultima luna”. L’album più rappresentato è però “Dalla” del 1980, uno dei dischi più iconici della sua discografia, dal quale arrivano capolavori come “Futura”, “Balla balla ballerino”, “Cara”, “La sera dei miracoli” e “Felicità”. Complessivamente, 12 dei 31 brani della raccolta, quasi il 40%, provengono proprio dagli album pubblicati tra il 1977 e il 1980, dopo la collaborazione con Roberto Roversi, quando Dalla comincia a scrivere autonomamente anche i testi e realizza alcune delle sue opere più celebri e influenti: un dato che evidenzia il ruolo centrale di quella fase nella costruzione del mito. L’antologia dedica inoltre spazio alla successiva rinascita commerciale degli anni Novanta, con brani come “Attenti al lupo”, “Tu non mi basti mai”, “Canzone” e “Henna”, mentre rimangono meno rappresentati gli ultimi anni della produzione discografica, con nessun brano tratto dagli album di inediti successivi a “Luna Matana”.

Un'esperienza d'ascolto immersiva

Per valorizzare al massimo il patrimonio musicale di Lucio Dalla, “Sono Lucio” è stato realizzato con il marchio L’Archivio del Suono, attraverso un accurato lavoro di rimasterizzazione effettuato direttamente dai nastri analogici originali a 192 kHz / 24 bit. L’obiettivo è offrire un’esperienza d’ascolto dalla massima fedeltà possibile, restituendo profondità, dettagli e qualità sonora alle registrazioni originali. Un omaggio che non guarda soltanto al passato, ma conferma quanto il repertorio di Lucio Dalla continui ancora oggi a parlare al presente. E, grazie alle fotografie di Luigi Ghirri, l'ascolto acquista una dimensione ulteriore: booklet alla mano, "Sono Lucio" diventa un'esperienza immersiva, in cui musica e immagini si accompagnano e si illuminano a vicenda e le canzoni di Lucio Dalla trovano anche una forma visibile.

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