Mina Week: “Se telefonando”

La scheda della canzone, tratta dal libro "Mina è"
Mina Week: “Se telefonando”

Nella settimana in cui Mina compie gli anni, le facciamo gli auguri pubblicando cinque schede, una al giorno, tratte dal libro “Mina è” di Renato Tortarolo e Gabriele Sanlazzaro, edito da Rizzoli (368 pagine, 25 euro).

Album: STUDIO UNO 66

Se telefonando

Inedito

Durata: 2:56

Autori: Maurizio Costanzo, Gaetano “Ghigo” De Chiara (testo); Ennio Morricone (musica)

Sei all’angolo. Vuoi dirgli che la storia è finita ma non hai nemmeno il coraggio di guardarlo in faccia. Sai per certo che non vuoi umiliarlo, vederlo soffrire. Ci sarebbe un’altra soluzione, alzare il telefono e dirgli addio. Non se ne esce, ci vuole coraggio per dire a un amore appena cominciato che è già finito. E questo coraggio ti porta al confronto, devi vederlo. Ma pena se lo fai, lui soffre. C’è un prima e un dopo: «Lo stupore della notte / Spalancata sul mar / Ci sorprese che eravamo sconosciuti, / Io e te. / Poi, nel buio, le tue mani / D’improvviso, sulle mie. / È cresciuto troppo in fretta / Questo nostro amor».

Se telefonando è il classico esempio di canzone nata nel periodo di grande euforia discografica e televisiva di quegli anni. L’hanno scritta Maurizio Costanzo e “Ghigo” De Chiara, per le parole, ed Ennio Morricone per la musica. Diventa subito la sigla finale del programma Aria condizionata (1966), la domenica sera sul Secondo Canale Rai, mentre è contenuta nell’album Studio Uno 66.

Difficilmente si troveranno in seguito, fra gli autori di Mina, personalità tanto diverse. Costanzo è un giornalista in ascesa, Morricone entra ed esce dalle saghe western di Sergio Leone. Della musica del ritornello si dice subito che si rifà alle sirene della polizia di Marsiglia, mentre il compositore replicherà che gli è nata mentre faceva la fila alla posta. . All’epoca ha già firmato le colonne sonore di Per un pugno di dollari (1964), Una pistola per Ringo , Per qualche dollaro in più (entrambi del ’65), Il buono, il brutto e il cattivo e La battaglia di Algeri (entrambi del ’66). E ha arrangiato, fra le altre, Sapore di sale per Gino Paoli (1963); Abbronzatissima per Edoardo Vianello (1963); Il mondo per Jimmy Fontana (1965); e proprio Se telefonando, che era la sua preferita, preferita.

Se telefonando è meravigliosa ed emozionante. Il talento di Morricone avvolge in un abbraccio la voce di Mina, che regala una delle sue interpretazioni più indimenticabili. Il brano non ha una struttura canonica ma, grazie ad alcuni accorgimenti armonici, riesce a mantenere la sua intensità per più di metà della durata. Dopo la prima strofa e il preritornello si arriva infatti all’inciso, che viene ripetuto altre due volte fino alla fine. Il crescendo conclusivo sfrutta anche un cambio di tonalità che permette a Mina di volare più in alto, sostenuta da quei cori che il compositore ha usato spesso anche al cinema.

Se telefonando, però, si rivela subito anche rischiosa. Uno dei punti più controversi è l’utilizzo dei pronomi: “mia” e “mie”. Un verso dice infatti: «Poi, nel buio, le tue mani / D’improvviso, sulle mie». Nella stesura originale, Costanzo e De Chiara avevano scritto invece «[…] le tue mani […] sulla mia». Mina aveva intuito un possibile, pericoloso fraintendimento. Quel “mia”, in una notte sulla spiaggia, poteva anche generare equivoci a sfondo sessuale, troppo espliciti per quegli anni. La cantante intervenne per modificare “mia” in “mie”.

Resta il fatto che l’incapacità di suggellare un addio di persona rimane ancora oggi. Se telefonando risulta quindi estremamente attuale. Se poi si guarda il carosello Barilla, diretto da Piero Gherardi, sembra immaginato apposta per sottolineare l’incomunicabilità fra lei e lui. Sulle note di Se telefonando e sullo sfondo del Vesuvio avvolto dalla foschia, Mina viene inquadrata dall’alto mentre si aggira con grazia sul tetto della Stazione Centrale di Napoli. Ha una tunica nera di cady con lunghi e spessi fili di stoffa che ricordano proprio i cavi di un telefono. Un video che restituisce tutta l’atmosfera di malinconica distanza racchiusa in questo piccolo capolavoro.

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