Subsonica, sudore e felicità in concerto
“Questo è il 29esimo anno di esistenza”: Samuel ricorda così durante il concerto quanto sia lunga l’esperienza dei Subsonica. Il fatto che l’Alcatraz sia pieno per due serate consecutive (e le restanti date del tour danno grandi soddisfazioni) dà l’idea di quanto questi quasi tre decenni non siano passati invano, di come il quintetto torinese abbia saputo seminare, coltivare e raccogliere e che dopo tanti anni il loro “campo” non sia ancora sterile.
Ma questo loro presente non resta confinato solo in Italia. Samuel, Max Casacci, Vicio, Boosta e Ninja sono reduci da un tour in Europa dove si sono esibiti per cinque sere nei club prima di tornare in Italia per una serie di show che si sono aperti con le due date milanesi.
Con l’ultimo disco “Realtà aumentata” risalente a gennaio 2024 e con il tour europeo appena alle spalle i Subsonica per l’occasione potevano permettersi di giocare con il loro repertorio. Così presente e passato si sono uniti con quel loro stile che mischia rock, dance, alternative, elettronica, groove e melodia creando un suono che è il suono Subsonica, che li contraddistingue da sempre e che evidentemente fonde elementi diversi che piacciono anche a generazioni diverse.
Dunque, da subito i tempi più recenti e il presente, durante il concerto i Subsonica sono saliti sulla macchina del tempo, hanno innestato la retromarcia e hanno fatto ballare il pubblico con pezzi usciti, nel millennio e secolo scorso, arrivando sino al clamoroso album d’esordio e al successivo “Microchip emozionale” (1999) filtrato però attraverso i remix di “Microchip temporale” (2017).
Nell’intreccio tra chitarre tastiere, su una base ritmica che gronda groove e con le melodie vocali di Samuel i torinesi hanno una ben precisa grammatica sonora. Con questa possono (e lo fanno) far ballare, saltare e cantare (anche tutto insieme) il pubblico che ben li segue, e si lascia andare, “preso bene” da ciò che il gruppo propone.
È impossibile restare fermi, soprattutto quando ci si tuffa nella storia come propone la scaletta. I Subsonica sono irrefrenabili e contagiosi. Anche dal punto di vista dello spettacolo, si affidano a ottimi giochi di luce ma per il resto lasciano che sia la musica a guidare il tutto, niente distrazioni, ad esempio niente schermi e immagini. Unica concessione allo spettacolo il muro di tastiere di Boosta con una struttura a tre livelli di strumenti e quelle invece consuete “dondolanti”. Con i Subsonica c’è tutto, c’è la musica, ci sono i musicisti, ingredienti già da soli capaci di tenere in piedi un concerto e di renderlo credibile. A questo si aggiungano le canzoni, alcune sono vere pietre miliari della musica pop rock italiana.
Dunque, tanta sostanza, siamo d’altronde in un club, per quanto grande sia, dove tutto è più “vicino”, dove per evidenti motivi di spazio non ci possono essere strutture e sovrastrutture complesse come invece avevano fatto nel tour dei palazzetti con le pedane che si sollevavano a diversi metri d’altezza.
Ancora una volta i Subsonica danno la dimostrazione di quanto sia importante il live e di come siano i migliori in Italia a mettere in scena i concerti, con l’abilità di coinvolgere lo spettatore e di farlo uscire, come in questo caso, sudato e felice. E poco importa se fuori ti aspetta una bella pioggia.
Scaletta
EDEN
PUGNO DI SABBIA
AFRICA SU MARTE
NESSUNA COLPA
COLPO DI PISTOLA
ALBASCURA
GLACIAZIONE
DISCOLABIRINTO
NUVOLE RAPIDE
NUOVA OSSESSIONE
L’ULTIMA RISPOSTA
PATRIOTS
I CERCHI DEGLI ALBERI
MISSILI E DRONI
SOLE SILENZIOSO
DEPRE
AURORA SOGNA
LIBERI TUTTI
BENZINA OGOSHI
TUTTI I MIEI SBAGLI
STRADE PRESO BLU