La festa di Trump e la musica
La cerimonia d’insediamento del 47esimo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (già 45esimo) oltre che una valenza politica, con il giuramento sulla Costituzione, ha avuto anche un risvolto spettacolare con una cerimonia dove glamour e musica si sono incrociati, con le “First Women” attente ai loro abbigliamenti.
Anche la musica ovviamente ha fatto la sua comparsa, ma d’altronde ha sempre accompagnato, a volte con controversie, le campagne elettorali americane e quest’ultima non è stata da meno con musicisti che “prestavano” le loro opere e la loro presenza fisica a sostegno del proprio orientamento politico e del gradimento del candidato.
Sono dunque tanti i musicisti che hanno partecipato alle feste per il re insediamento di Trump alla Casa Bianca, molti già visti in prima linea con il possibile presidente, altri “recuperati” dallo schieramento opposto.
Primi tra tutti i Village People che già durante la campagna elettorale avevano “questionato” l’organizzazione di Trump in merito all’uso della loro hit “YMCA” ritornando, nel bene o nel male, all’attenzione mediatica. In merito alla loro presenza la band ha affermato che "la musica deve essere eseguita senza pregiudizio politico". Hanno anche notato che la loro presenza "non renderà felice tutti", ma piuttosto sperano che "aiuti a riunire il Paese dopo una campagna elettorale tumultuosa e divisiva in cui il nostro candidato preferito ha perso".
Sul palco a festeggiare l’elezione di Trump è salito anche il rapper Nelly, il quale si è dovuto “difendere” e giustificare perché spesso si era espresso contro il neo presidente. "Lo faccio perché è un onore, non per soldi” ha sostenuto ed aggiunto: “Non sapevo di dover essere d'accordo con le sue scelte politiche." Ha poi spiegato: “Rispetto la carica. Non importa chi è in carica. Allo stesso modo in cui i nostri fratelli e sorelle vanno in guerra e mettono a rischio la loro vita per chiunque sia in carica. Quindi, se loro possono mettere a rischio la loro vita per chiunque sia in carica, io posso sicuramente farlo per chiunque sia in carica. È il Presidente. Ha vinto. Questa non è una campagna elettorale.” Ed ha concluso con “Se rispetti il processo [elettorale] quando funziona a tuo favore, rispetta il processo quando non funziona a tuo favore."
Meno polemiche hanno accompagnato la presenza di altre star come Carrie Underwood, Kid Rock (da sempre vicino al movimento trumpiano MAGA), Jason Aldean, Soulja Boy e Lee Greenwood.
Carrie Underwood (la pop star uscita nel 2005 dalla vittoria di American Idol) ha cantato per il Presidente "America the Beautiful". La sua presenza era stata “battezzata” dall’attrice Whoopi Goldberg (non presente) che in passato ha criticato le politiche di Trump, rifiutandosi persino di pronunciare il suo nome dopo la sua vittoria elettorale.
Brutta avventura invece per Billy Ray Cyrus la cui performance è stata funestata da inconvenienti tecnici. Chitarra assente, luci spente, microfono basso, non hanno contribuito a rendere positivamente memorabile la sua serata. Tant’è che la stella del country ha chiesto al pubblico se preferivano che se ne andasse chiudendo in anticipo il suo set. "Volete che canti ancora o volete solo che me ne vada dal palco? Non me ne frega niente".
Quando l'audio della sua chitarra è stato sistemato, Cyrus ha continuato il set prima di fare una battuta sui malfunzionamenti. "Quando si hanno difficoltà tecniche, bisogna continuare ad andare avanti", ha detto. "O, come direbbe il Presidente Trump, devi combattere!"
Ovviamente la rete non ha perdonato (come se fosse colpa sua!!!) il musicista e video della pessima performance e commenti negativi hanno affollato i social. "L'esibizione di Billy Ray Cyrus è un disastro epico", ha scritto uno spettatore su X, mentre un altro l'ha descritta come "forse i minuti più schifosi della storia dell'intrattenimento".
Soddisfazione in generale da parte del comitato organizzatore i cui co-presidenti, Steve Witkoff e Kelly Loeffler, hanno definito gli eventi "una celebrazione della musica, dell'unità e del patriottismo, che inaugura la nuova età dell'oro dell'America".
Il precedente insediamento di Trump nel 2017 ha visto le esibizioni delle Rockettes, del Mormon Tabernacle Choir e della cantante di America's Got Talent Jackie Evancho. Il primo insediamento di Obama, nel 2009, ha visto l'esibizione di Aretha Franklin, mentre Beyonce e Kelly Clarkson hanno cantato al suo secondo insediamento nel 2013.