Robbie Williams: "Ecco gli effetti della disforia da boyband"
"Disforia da boyband": Robbie Williams usa questo termine per raccontare il lato oscuro dietro che c'è dietro il successo dei gruppi considerati idoli dei giovanissimi. Fa riferimento ai Take That, naturalmente, la boyband che lo lanciò, prima della svolta solista, ma la riflessione alla quale il cantante si è lasciato andare rispondendo all'ex manager del gruppo di "Pray", "Relight my fire", "Everything changes" e "Babe" può riguardare anche altri casi affini a quelli dei Take That, a partire da quegli One Direction dei quali si è tornati a parlare in seguito alla tragica scomparsa di Liam Payne.
Robbie Williams si è deciso a prendere carta e penna, virtualmente parlando, e a scrivere una lettera aperta indirizzata all'ex manager dei Take That Nigel Martin-Smith, per contestare le affermazioni fatte da quest'ultimo sulla tossicodipendenza del cantante in un documentario in tre parti della BBC, "Boybands Forever", il cui primo episodio è andato in onda ieri ed era incentrato sulle difficoltà che i membri dei Take That, dei Westlife e dei Five hanno dovuto affrontare all'apice della loro popolarità. Martin-Smith, che gestì i Take That negli Anni '90, quando Williams faceva ancora parte della band, prima di abbandonarla nel 1995 e intraprendere una brillante carriera da solista, ha detto che quando il cantante è diventato dipendente dalla droga, è stato "intelligente e piuttosto furbo" a dare la colpa del suo consumo di droga al fatto di essere "in questa band dove non poteva avere fidanzate o uscire". A un certo punto, ha detto che Williams si è comportato come un "segaiolo" e che è stato fatto passare per "cattivo".
Ora Williams ha risposto alle affermazioni di Martin-Smith in un lungo post su Instagram, nel quale ha scritto:
Permettimi di rispondere alla tua affermazione. La mia assunzione di droghe non è mai stata colpa tua. La mia risposta al mondo distorto che mi circondava è solo mia. Il modo in cui ho scelto di automedicarmi è ed è stato qualcosa che monitorerò e con cui mi occuperò per tutta la vita. Fa parte della mia natura e avrei avuto la stessa malattia se fossi stato un tassista. Sono arrivato lì più velocemente grazie alle finanze al fatto di poter disporre di più soldi, mentre cercavo invano di contrastare la turbolenza della centrifuga mediatica della celebrità pop.
Williams ha poi aggiunto:
Se seguite attentamente la storia, non potete fare a meno di notare che emerge uno schema. I ragazzi si uniscono a una boyband. La band diventa enorme. I ragazzi si ammalano. Alcuni sono fortunati attraverso una serie di auto-esami e aiutano a superare la loro esperienza. Altri non riescono mai a districare il pasticcio dei rottami del passato. Non sto violando l'anonimato di nessuno condividendo gli effetti collaterali della disforia da boyband che riguardano solo noi ragazzi.
E ha descritto nel dettaglio le difficoltà che hanno avuto i suoi compagni di band, ricordando come Howard Donald abbia avuto tendenze suicide quando i Take That si sono sciolti per la prima volta, di come Mark Owen abbia avuto a che fare con le dipendenze da stupefacenti, di come Gary Barlow abbia sofferto di bulimia e di come per Jason Orange "qualunque effetto i Take That abbiano avuto su di lui è così doloroso che non può nemmeno più farne parte".
Robbie Williams racconterà la sua vita in un biopic, "Better man", in uscita l'1 gennaio 2025. A interpretare la popstar sarà uno scimpanzé generato tramite il computer. Proprio così. Il progetto è quantomeno originale, dai tratti anche bizzarri. La voce dell'animale, generato con la tecnologia CGI (computer-generated imagery), sarà proprio dell'ex Take That, mentre il corpo è quello dell'attore inglese Jonno Davies che indossa un costume motion capture per registrare i movimenti. Gli occhi dello scimpanzé sono quelli della popstar grazie a delle scannerizzazioni in alta risoluzione. Il film copre tre decenni di carriera di Williams, dagli inizi con i Take That, attraverso alti e bassi del suo percorso. "Sono Robbie Williams, una delle più grandi popstar al mondo ma mi sono sempre visto un pò meno... evoluto", dice l'ex membro della boy band Take That nel trailer del film. E cresce l'attesa per il ritorno in concerto in Italia: la data prescelta è quella del 17 giugno 2025, quando il nuovo tour mondiale del cantante farà tappa allo Stadio Nereo Rocco di Trieste.