La band preferita da Pete Townshend
Se si parla di storia del rock non si possono non citare gli Who. E se si parla di Who non si può non citare Pete Townshend, il chitarrista e principale autore della band inglese. Come tutti anche un tale gigante della musica ha avuto delle preferenze musicali e degli esempi a cui guardare per poter fare del proprio meglio. Per il 79enne Townshend, non è un mistero, tra i suoi gruppi preferiti annovera i più o meno coetanei Rolling Stones e Keith Richards, il loro chitarrista.
Già nel 1980, in un'intervista con Sound International, Pete Townshend dichiarò che Richards è stato la sua più grande influenza come chitarrista ritmico. “Penso che la mia più grande influenza in quell’area sia stata Keith Richards. Mi piace ancora molto il modo in cui suona, ma in quel particolare ambito non credo di avere rivali. Non c'è nessuno che mi possa superare. È lì che me la cavo davvero molto bene. Non avrei alcun problema ad avere un chitarrista negli Who così mi potrei concentrare solo sul ritmo. Perché lo adoro. È una cosa fisica, è come ballare. Non c'è chitarrista con cui abbia mai lavorato che non lo abbia detto: Jimi Hendrix, Stephen Stills, Eric (Clapton, ndr). Hanno detto tutti, è stato fantastico suonare con te”.
Pete Townshend e Keith Richards sono buoni amici sin dagli anni Sessanta. Tanto che nel 1989 gli Stones scelsero il chitarrista degli Who per il discorso di inserimento nella Rock and Roll Hall Of Fame. Nel suo discorso Townshend li definì i “più grandi”. “Keith Richards una volta mi disse che penso troppo. La verità è che io penso che in genere parlo troppo. Ma non penso prima. Stasera ho capito che pensare non mi aiuterà molto. Non posso analizzare ciò che provo sugli Stones perché sono un fan assoluto degli Stones, lo sono sempre stato. I loro primi concerti erano semplicemente scioccanti. Assolutamente appassionanti, sorprendenti, commoventi e mi hanno cambiato completamente la vita. I Beatles erano divertenti, su questo non ci sono dubbi. Sto parlando di spettacoli dal vivo. Li sto svilendo. Gli Stones sono stati davvero quelli che mi hanno svegliato. Ai concerti dei Beatles c'erano molte ragazze che urlavano, gli Stones furono i primi ad avere un ragazzo che urlava. La assoluta forza degli Stones sul palco e quel pubblico perfettamente bilanciato: io e 1000 ragazze."
Ha poi continuato dicendo: “Sono l'unico gruppo che non ho mai avuto davvero vergogna di idolatrare. Gran parte di quello che sono l'ho preso da voi, io e gli Stones non avevo idea che la maggior parte delle cose fosse di seconda mano. Basta gag, per me gli Stones sono i più grandi. Per me incarnano il British Rock. Anche se ora sono miei amici, sono ancora un fan”.