Mezzosangue e Ultimo: il feat che nessuno si aspettava
C’è chi ha proprio sgranato gli occhi quando ha letto la tracklist del nuovo album di Ultimo, “Altrove”, in uscita il prossimo 17 maggio. Un solo feat, inaspettato. Il primo vero feat inserito in un suo disco ufficiale, e che, anche per questo, sta destando curiosità. La traccia numero otto, “Diluvio universale”, infatti, vedrà un abbraccio di mondi e stili apparentemente lontanissimi, anche a livello di pubblico: il cantautore romano, con all’attivo 66 Dischi di Platino e 21 Dischi d’Oro, più di 2milioni di dischi venduti e più di 1 miliardo di stream collezionati su Spotify, ha voluto con sé Mezzosangue, rapper simbolo dell'universo underground. Ultimo recentemente ha collaborato ne "L'ultima poesia" con Geolier, ma quello è tutto un altro campo da gioco, si tratta di un pezzo, non certo memorabile in realtà, per strizzare l'occhio ai live negli stadi e alle classifiche.
Rabbia, disagio, frizioni con la realtà, voglia di farcela: la storia di Mezzosangue (qui la nostra ultima intervista) è una storia di riscatto, che passa attraverso il rap. Dalla prima apparizione in un video su YouTube nel 2012 fino ai primi successi la domanda era sempre la stessa: chi c’è dietro quella maschera? Poi il misterioso rapper ha lasciato che la sua identità si rivelasse. A dieci anni di distanza dal debutto con il mixtape “Musica cicatrene” è noto che dietro il nome di Mezzosangue e sotto il passamontagna si nasconda il rapper romano classe 1991 Luca Ferrazzi, nato a Cinecittà, in quei “bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più” cantati da Eros Ramazzotti, anche lui cresciuto nel quartiere periferico della Capitale, in “Adesso tu”. Eppure Mezzosangue non si è ancora mai mostrato in pubblico senza il suo iconico passamontagna e non ha mai smesso di regalare ai suoi fan album spessi e di valore come l’ultimo lavoro “Sete” (qui la nostra recensione).
Che cosa lega Ultimo, che il prossimo 2 giugno ripartirà per un nuovo tour negli stadi, al rapper con il passamontagna? Il rapper romano, famoso per le sue barre poetiche, intense e musicalmente potenti, è passato dal passamontagna nero a quello bianco, dall’oscurità alla luce, dalle pieghe del mondo indipendente alla major. Lo ha fatto mantenendo il suo stile e il suo immaginario: “Sete”, in generale, è stato il disco della trasformazione e senz’altro di un’apertura. Dall’altra parte Ultimo, per volerlo con sé in una traccia, deve credere fortissimamente non solo nella canzone stessa, ma anche nelle doti di Mezzosangue. Insomma, non è un “feat di comodo” per Ultimo, questo lo capirebbe anche un bambino. I numeri e le strategie non c’entrano nulla.
“Nel 2017 conobbi Nicco a un mio live. Da lì abbiamo cominciato a vederci e a parlare di qualsiasi cosa, due acquari che condividono il fatto di viaggiare sempre altrove con la testa, con il filo conduttore della musica – ha scritto il rapper romano sui social pubblicando una foto di loro due insieme (Ultimo indossa anche una maglia da fan di Mezzosangue) - nel mio percorso ne ho viste di tutti i colori e retroscena, che a volte ti fanno perdere il gusto e la spontaneità di fare musica, e forse è proprio per questo che ho poche collaborazioni. Nicco è sempre stato diverso, per quanto se ne possa dire ha sempre fatto il cazzo che gli pare, e che il primo featuring in un suo disco sia con un artista come me ne è la prova. È una traccia nata come nascono le cose belle, senza pensare a nulla, in studio con due birre e una chitarra”.