Eugenio Finardi vs Vasco Rossi: la querelle sui concerti a Milano

I cantautori hanno idee differenti sui raduni estivi in città. Disagi per Finardi, giusti per Rossi
Eugenio Finardi vs Vasco Rossi: la querelle sui concerti a Milano
Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol

Nell’estate milanese sono tre i luoghi dove si svolgono i grandi concerti: l’ippodromo La Maura (la location più capiente, in origine destinata al trotto), lo Stadio San Siro (o meglio Meazza) e il meno ampio Ippodromo SNAI San Siro (quello del galoppo). Tre luoghi “raggruppati” nella stessa area della città, vicinissimi tra loro, addirittura confinanti.

Le occasioni di questi raduni (che portano anche 100.000 persone a ogni evento, come successo lo scorso anno per il concerto di Travis Scott) hanno sempre creato problemi agli abitati del quartiere San Siro, con alcune case che si affacciano proprio sulle aree deputate agli spettacoli. Peraltro il quartiere vive, seppur in misura minore, dei disagi anche durante la stagione del campionato, quando decine di miglia di persone affollano lo stadio per le partite.

Con la definizione del calendario estivo sono rinati i malumori degli abitanti della zona, preoccupati dall’arrivo di 29 concerti nel periodo fine maggio, luglio così ripartiti: 19 spettacoli allo stadio Meazza, 2 all’ippodromo La Maura e 8 all’ippodromo Snai San Siro, per un totale di 29 show. 

I residenti, raccolti in un comitato, lamentano che in occasione dei concerti, traffico, rumore e inquinamento pregiudicano la qualità della vita della zona e del loro riposo e addirittura incidono sulla solidità degli appartamenti (come nel caso di Travis Scott quando le case tremavano come per un terremoto).

Nella consueta querelle si sono “affrontati” a distanza tramite stampa Vasco Rossi, che quest’anno ha - al momento - in calendario ben sette sold out a San Siro, ed Eugenio Finardi, residente della zona San Siro.

Vasco Rossi ha commentato la decisione del comitato di quartiere di ricorrere al TAR contro il cartellone dei concerti milanesi, come riportato dal quotidiano milanese Il Giorno. L’artista emiliano ha commentato la notizia sui suoi social scrivendo: "Allora l’Italia è l’unico paese al mondo, Milano più che altro, dove si pensa che gli spettacoli siano troppi", ha poi aggiunto: "Quindi bisogna farne meno perché altrimenti ci si diverte troppo"."Bisogna - ha chiuso polemico parafrasando se stesso - restare a casa a piangere davanti al telegiornale".

Gli ha fatto eco Eugenio Finardi, che intervistato sempre da Il Giorno, ha elencato i disagi dei residenti, invitando lo stesso Vasco Rossi a non ripetere l’esperienza all’Ippodrono la Maura del 2022 e limitando i concerti a San Siro. Vasco Rossi è poi stato invitato dal comitato a valutare in prima persona i disagi durante le manifestazioni. 

L’autore di “Musica ribelle” ha anche espresso il suo disappunto per le scelte delle location, soprattutto quella della grande area de La Maura “L’estate scorsa - si legge nell’intervista - è stato un inferno, a luglio c’è stato un concerto al giorno e anche due in contemporanea, uno all’Ippodromo di San Siro e l’altro alla Maura. Ridicolo. La Maura è un posto orrendo per i maxi-concerti. Gli eventi che attirano decine di migliaia di persone si devono fare fuori città.” “Io - ha aggiunto - sono contrario agli show da 100mila spettatori, che non vedono niente e sentono male.” Ha confessato poi di aver assistito solo al live di "Ben Harper e gli ZZ Top /2019) all’ippodromo Snai San Siro. Quello spazio è un po’ più adatto ai concerti.” Ha poi confermato che il 29 maggio, in occasione del live dei Metallica a La Maura, spera di essere altrove.

Da parte sua il sindaco di Milano Beppe Sala, in merito alle proteste dei residenti si è espresso chiaramente: la programmazione è stata fatta e non si torna indietro. Cosa in effetti molto difficile per contratti e biglietti già venduti.

 

 

 

 

 

 

 

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