Paolo Jannacci: "Mio padre Enzo in purezza"
Questo lavoro ha cominciato a prendere vita una decina di anni fa, quando ho iniziato a mettere in ordine l'archivio del papà dato che volevo salvare, in digitale, dei nastri che avevo ritrovato.
Quando ho iniziato ad ascoltare i brani presenti, tra curiosità e nostalgia, ho ritrovato tre canzoni originali molto interessanti che ho deciso di condividere con Toni Verona di Alabianca. Sia gli inediti, sia le altre tracce di questo album, sono documenti degli anni '60 e si tratta di provini, live e preparazioni alle lavorazioni dei primi dischi, ad eccezione della versione in concerto de “Les feuilles mortes” registrata negli anni 2000 quando il papà suonava jazz in quartetto. Abbiamo deciso di inserirla perché ha una grandissima forza comunicativa ed è un tributo agli chansonnier francesi.
Ascoltando questi nastri mi sono immerso in tanti ricordi e mi è piaciuto molto capire sia come si muoveva il papà all'inizio della sua carriera, sia la relazione che aveva con i musicisti durante le sessioni di registrazione. Ho capito che il papà aveva un grandissimo rispetto per la musica, per la composizione e per la ricerca dell'essenziale. Una delle cose più belle che emerge da questi brani è il gusto della decenza espressiva e autorale, ossia il fatto che cercasse di raccontare delle tematiche che potevano essere scomode, con grande riflessione e con un attento utilizzo delle parole. Ho anche ritrovato un uso molto ricercato dell'armonia. Nell'inedito “Non posso sporcarmi il vestito”, ad esempio, è riuscito a rendere semplice una discesa armonica molto complessa; questa è una cosa che si fa studiando musica e solo se si ha una grande padronanza dello strumento.
Dopo dieci anni, insieme a Toni, abbiamo quindi deciso di fare uscire il disco nel decennale dalla morte del papà e abbiamo deciso di pubblicare l'album solo in vinile per due motivi. Il primo perché penso sia un formato più adatto per dei documenti che sentono il segno del tempo, visto che è un formato che aiuta la pasta sonora dei brani. Il secondo perché avevo voglia di dargli una dimensione più grande e più tattile; in un mondo digitale avevo bisogno di un riferimento fisico. Anche le foto che sono presenti sono dei bellissimi negativi che ho recuperato e scansionato.
Il mio momento di dolcezza è stato quello di voler pubblicare anche una foto di famiglia: di mio papà insieme a mia mamma.
Vivo l'uscita di questo album con grande gioia perché voglio rendermi complice del far ascoltare mio padre Enzo in purezza.
